sabato, Marzo 28, 2026

Attacco russo su Odessa, 1 morto, feriti: colpito ospedale. Rubio accusa Zelensky di mentire

Un bambino è morto in un attacco di droni nella regione russa di Yaroslavl e i suoi genitori sono stati ricoverati in ospedale in gravi condizioni. Lo ha annunciato il Governatore, Mikhail Evrayev. Anche un residente di una altro edificio nelle vicinanze è rimasto ferito. Il Pentagono sta valutando la possibilità di dirottare verso il fronte mediorentale le forniture militari originariamente destinate all’Ucraina. Lo rivela il Washington Post, sottolineando come la guerra contro l’Iran stia mettendo a dura prova le scorte di munizioni statunitensi, in particolare i missili intercettori per la difesa aerea necessari per contrastare l’offensiva della Repubblica Islamica. Il presidente Donald Trump ha commentato le indiscrezioni confermando la mobilità degli arsenali americani nel mondo: “Abbiamo armi e munizioni ovunque, a volte le spostiamo da una parte all’altra. L’Ucraina non è la nostra guerra”, ha dichiarato il Tycoon, pur aggiungendo che risolvere il conflitto tra Putin e Zelensky sarebbe per lui “un grande onore”. Nonostante l’amministrazione Trump abbia interrotto gran parte dell’assistenza diretta a Kiev, il flusso di equipaggiamento continua al momento attraverso il programma NATO “PURL” (Prioritized Ukraine Requirements List), finanziato dagli alleati europei. Il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha assicurato che tale sostegno rimane fondamentale e in crescita. Nel frattempo, Volodymyr Zelensky ha espresso forte preoccupazione per le possibili condizioni di pace ipotizzate da Washington, che includerebbero la cessione dell’intero Donbass alla Russia in cambio di garanzie di sicurezza. “Un tale ritiro comprometterebbe la sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa”, ha avvertito il leader di Kiev in un’intervista alla Reuters. Zelensky ha infine lodato il Regno Unito per la decisione di autorizzare il sequestro delle navi della “flotta ombra” russa nelle acque britanniche, un segnale di fermezza contro l’economia di guerra di Mosca. I negoziati per la risoluzione del conflitto in Ucraina restano lontani da una svolta. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che i punti cruciali per gli interessi della Russia, a partire dalla questione territoriale, non sono ancora stati concordati. “Su questo fronte non ci sono stati progressi, la questione è ancora irrisolta”, ha precisato Peskov secondo quanto riportato dall’agenzia Tass. Il portavoce del Presidente russo ha inoltre smentito categoricamente le indiscrezioni secondo cui Mosca sarebbe stata vicina a un accordo di pace a febbraio, perdendo poi interesse a causa dell’apertura del fronte militare tra Stati Uniti, Israele e Iran. “Queste affermazioni sono assolutamente false”, ha ribadito Peskov, ammettendo che, sebbene i colloqui trilaterali abbiano fatto registrare alcuni passi avanti, i temi centrali per la Federazione Russa rimangono aperti. Nonostante lo stallo, Mosca ha confermato di restare “aperta e interessata” alla prosecuzione del dialogo negoziale per giungere a una soluzione della crisi. “Gli Stati Uniti hanno detto a Zelensky che le garanzie di sicurezza dipendono dal ritiro dal Donbass? È una bugia. Mi  dispiace che lo dica, perché sa che non è vero e non è ciò  che gli è stato detto. Gli è stato detto l’ovvio, le garanzie di sicurezza entreranno in vigore solo dopo la fine della guerra, altrimenti ci si inserisce nella guerra”. Lo ha detto il  Segretario di Stato americano Marco Rubio ai giornalisti dopo il vertice dei ministri degli Esteri del G7 vicino a Parigi. “Quello che gli è stato detto chiaramente, e avrebbe  dovuto capirlo, è che le garanzie di sicurezza arrivano solo dopo la fine della guerra”, ha spiegato. “Ma questo non è legato al fatto che debba cedere territorio. Non so perché  dica queste cose, semplicemente non sono vere”. “Qual è la posizione degli Stati Uniti sul Donbass? Abbiamo detto all’Ucraina cosa pretende la Russia. Non la stiamo sostenendo, lo abbiamo spiegato loro. È una loro scelta. Non spetta a noi decidere per loro. Non abbiamo mai detto che devono accettare o rifiutare”, ha proseguito. “Il ruolo che abbiamo svolto è cercare di capire cosa vogliono entrambe le parti e vedere se possiamo trovare un terreno comune. La decisione finale spetta all’Ucraina. Se non vogliono prendere certe decisioni o fare certe concessioni, allora la guerra continua. Lo stesso vale per la Russia: se non vogliono fare certe concessioni all’Ucraina, allora la guerra continua”, ha aggiunto. “È chiaro il fatto che l’Unione europea fornirà il supporto necessario all’Ucraina e in effetti alcuni ministri hanno sollevato questo punto anche durante la riunione di oggi. Stiamo lavorando a questo prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro per coprire sia le esigenze militari, che quelle di bilancio dell’Ucraina per quest’anno e il prossimo. C’è un elemento che deve ancora essere approvato, cioè gli emendamenti al quadro finanziario pluriennale, che consentono alla Commissione Ue di rivolgersi effettivamente ai mercati”. Lo ha detto il commissario all’Economia dell’Ue Valdis Dombrovskis, in conferenza stampa dopo la riunione dell’Eurogruppo. “Ora non è il momento di allentare le sanzioni alla Russia, anche questo è emerso dall’incontro”, ha proseguito, “parallelamente stiamo lavorando su tutti gli altri elementi”. “Ritengo che questa guerra non finirà militarmente, ma quando la Russia sarà economicamente esausta e non potrà più continuarla”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, intervenendo ad un evento della Frankfurter Allgemeine, riferendosi al conflitto in Ucraina. “È diventata una guerra di posizione brutale in cui la Russia non avanza in modo significativo”, ha aggiunto, sottolineando che “l’economia russa è in condizioni molto difficili, con alti tassi e alto indebitamento”.

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