Era il 2014 quando furono stanziati 6,5 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza dei fossi Castelsecco e Ponton del Castrato, due dei principali corsi d’acqua che attraversano la città e che, fin dal tragico evento del 1981, rappresentano una minaccia costante di esondazione. La somma, gestita attraverso le amministrazioni Bacheca e Tidei, avrebbe dovuto risolvere definitivamente l’incubo alluvioni. A distanza di quasi dieci anni, però, la situazione resta problematica e la città continua a convivere con il rischio di eventi idrogeologici gravi. A denunciare il ritardo e le mancate opere è Clelia Di Liello, esponente della lista UNITI a sostegno di Alessio Manuelli sindaco. Secondo la consigliera, i progetti originari sono stati in gran parte stravolti, con interventi “al ribasso” che hanno ridotto la portata delle opere rispetto a quanto inizialmente previsto. Il progetto per il Fosso di Castelsecco, ad esempio, prevedeva opere strutturali imponenti: la traslazione della via Aurelia tra la statale e la ferrovia per eliminare il cosiddetto “effetto imbuto” e l’ampliamento dell’alveo di ben 20 metri nel tratto verso l’autostrada A12. Obiettivi che, a detta di Di Liello, non sarebbero stati rispettati, con conseguenze dirette sulla sicurezza dei cittadini e sul rischio di esondazioni. «Quello che emerge – spiega Di Liello – è uno scollamento evidente tra le somme stanziate, i progetti definitivi e ciò che è stato effettivamente realizzato o annunciato. Varianti ingiustificate e ritardi hanno alimentato un clima di pericolo continuo, mentre la città attende ancora interventi concreti». La polemica si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione dei fondi pubblici destinati alla sicurezza idrogeologica, tema particolarmente sensibile per Santa Marinella, dove le cronache degli ultimi decenni hanno ricordato più volte le conseguenze drammatiche di eventi meteorologici intensi. La comunità cittadina resta in attesa di risposte chiare dall’amministrazione, con la speranza che i lavori finalmente realizzati rispettino la portata e l’efficacia progettuale originaria, garantendo la sicurezza di quartieri e infrastrutture e chiudendo una volta per tutte una ferita aperta da oltre quarant’anni.
Santa Marinella, fossi Castelsecco e Ponton del Castrato ancora a rischio: polemiche sui fondi mai utilizzati






