lunedì, Marzo 30, 2026

Barriera sul Tevere intercetta rifiuti prima di sfociare al mare

Nuovo passo avanti nella lotta all’inquinamento dei corsi d’acqua nel Lazio, con l’entrata in funzione di una barriera raccogli plastica sul Tevere, in prossimità di Capo Due Rami, punto in cui il fiume si biforca verso la foce lato Ostia. Si tratta di una struttura lunga circa 40 metri, la terza installata nell’ambito di un progetto regionale legato alla transizione ecologica. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che punta a ridurre l’impatto dei rifiuti fluviali prima che raggiungano il mare, intervenendo direttamente lungo il corso dei fiumi. In precedenza, una barriera era stata già collocata sulla riva destra del Tevere, mentre un’altra installazione aveva interessato il fiume Aniene. Il sistema adottato si basa su una tecnologia avanzata che consente non solo la raccolta dei rifiuti galleggianti, ma anche il controllo costante della qualità delle acque. Il modello operativo integra infatti strumenti come droni, veicoli subacquei telecomandati e sonde per il rilevamento dei parametri ambientali, permettendo un monitoraggio in tempo reale. Questa soluzione rappresenta un esempio concreto di sviluppo della cosiddetta economia del mare sostenibile, in cui la tutela ambientale si combina con innovazione tecnologica e competitività. I risultati già ottenuti nel primo anno di attività evidenziano l’impatto del sistema. Lungo i fiumi del Lazio sono stati rimossi circa 120mila chilogrammi di rifiuti, equivalenti a 600 grandi sacchi, comprendenti plastica, legno, materiali ingombranti e rifiuti urbani. Tra gli oggetti recuperati figurano elementi di ogni tipo: bottiglie e imballaggi plastici, elettrodomestici come frigoriferi e scaldabagni, pneumatici, bombole di gas, materassi e detriti lignei. Si tratta di materiali che, oltre a inquinare, rappresentano un rischio concreto per la sicurezza idraulica del fiume. Un contributo importante è dato anche dalle imbarcazioni dedicate alla raccolta, capaci di recuperare quotidianamente rifiuti galleggianti e svolgere attività di controllo lungo il corso del fiume. In media, ogni intervento consente di raccogliere decine di chilogrammi di materiali, contribuendo anche a scoraggiare comportamenti illeciti. Il sistema si rivela particolarmente efficace anche durante le fasi di piena, quando grandi quantità di detriti vengono trascinate dalla corrente. L’intercettazione di questi materiali è fondamentale per garantire il corretto deflusso delle acque e ridurre il rischio di criticità durante eventi meteorologici estremi. La nuova installazione è stata collocata in un punto specifico del fiume caratterizzato da una leggera curva. In questa zona, per effetto della dinamica delle correnti, i rifiuti tendono ad accumularsi naturalmente verso l’esterno dell’ansa. La barriera sfrutta questa caratteristica per massimizzare l’efficacia della raccolta senza ostacolare la navigazione. L’intervento rafforza il sistema di gestione ambientale dei corsi d’acqua del Lazio, con un approccio integrato che collega la tutela dei fiumi alla salvaguardia del mare e alla prevenzione dei rischi idraulici.

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