Un centinaio di persone appartenenti all’area anarchica si sono comunque presentate nel pomeriggio in via Lamone, nei pressi del Parco degli Acquedotti, per rendere omaggio a Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due giovani morti nei giorni scorsi a seguito dell’esplosione accidentale di un ordigno artigianale che stavano confezionando. Il raduno, tuttavia, non era stato autorizzato. Il questore di Roma Roberto Massucci aveva infatti disposto il divieto della manifestazione per motivi di ordine pubblico, alla luce del contesto e dei timori legati alla possibile partecipazione di soggetti appartenenti ad ambienti antagonisti e anarchici provenienti anche da altre città. Nonostante il divieto, nel primo pomeriggio diversi gruppi di manifestanti hanno raggiunto comunque la zona compresa tra via Lamone e l’area del Parco degli Acquedotti. Alcuni hanno tentato di organizzare un presidio in memoria dei due giovani, esponendo striscioni e cercando di dare vita a un momento di commemorazione. L’area era però già presidiata da un ingente dispositivo di sicurezza predisposto dalla Questura. Sul posto sono intervenuti numerosi agenti della Polizia di Stato e i militari del Quarto Reggimento Carabinieri a Cavallo, impegnati nel controllo della zona e nel monitoraggio dei movimenti dei manifestanti per evitare tensioni o possibili disordini. Dopo le prime verifiche, le forze dell’ordine hanno identificato diversi partecipanti. In particolare, 91 persone ritenute potenzialmente pericolose o sospette sono state accompagnate negli uffici della Questura per essere sottoposte a fotosegnalamento. Il provvedimento è stato disposto sulla base dei presupposti per il fermo preventivo, valutati e condivisi con il pubblico ministero di turno. Gli accertamenti sono finalizzati anche a verificare eventuali precedenti e a valutare l’adozione di misure di prevenzione, tra cui il foglio di via obbligatorio dalla capitale nei confronti di soggetti non residenti a Roma. L’intervento delle forze dell’ordine ha impedito che il raduno si trasformasse in una manifestazione non autorizzata, mantenendo sotto controllo la situazione in un’area molto frequentata della città. Le operazioni di identificazione e verifica dei partecipanti sono proseguite per diverse ore negli uffici della Questura, mentre la zona del Parco degli Acquedotti è rimasta presidiata per tutta la durata del pomeriggio per evitare ulteriori assembramenti.






