giovedì, Aprile 2, 2026

Federcalcio, Gabriele Gravina si è dimesso: il 22 giugno al voto. Lascia anche Buffon

Il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Gabriele Gravina ha annunciato le proprie dimissioni nel corso di un vertice con le componenti federali, aprendo ufficialmente una nuova fase per il governo del calcio italiano. La federazione avvierà ora il percorso che porterà alle elezioni per il rinnovo delle cariche, fissate per il 22 giugno, data in cui le varie anime del sistema calcistico saranno chiamate a scegliere la nuova guida della FIGC. L’annuncio è arrivato al termine di un confronto interno con le rappresentanze delle leghe, dei calciatori, degli allenatori e degli arbitri, riunite per fare il punto sulla situazione generale del movimento. Gravina ha spiegato di aver ritenuto opportuno rimettere il proprio mandato per favorire una fase di riflessione e di riorganizzazione istituzionale, in un momento in cui il calcio italiano è chiamato ad affrontare sfide importanti, sia sul piano sportivo sia su quello economico e strutturale. Nel corso dell’incontro il presidente dimissionario ha inoltre comunicato la propria disponibilità a partecipare, l’8 aprile alle ore 11, a un’audizione presso la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati. In quella sede Gravina intende presentare un’analisi complessiva dello stato di salute del calcio italiano, illustrando in maniera organica punti di forza e criticità del sistema federale. L’intervento parlamentare rappresenterà un momento di confronto istituzionale particolarmente rilevante. Gravina dovrebbe infatti riprendere e approfondire alcuni dei temi già affrontati nelle scorse settimane, in particolare dopo la gara della Nazionale disputata a Zenica il 31 marzo, occasione nella quale aveva tracciato un primo bilancio sulle prospettive del movimento calcistico nazionale. Tra gli argomenti che verranno affrontati figurano la sostenibilità economica delle società, il rapporto tra settore professionistico e dilettantistico, lo sviluppo dei vivai giovanili e la necessità di modernizzare le infrastrutture sportive. Questioni che da tempo sono al centro del dibattito tra federazione, istituzioni e operatori del settore. Nel corso del vertice Gravina ha inoltre voluto chiarire alcune polemiche nate negli ultimi giorni a seguito delle sue dichiarazioni sulla distinzione tra sport dilettantistico e professionistico. Il dirigente ha espresso rammarico per le interpretazioni attribuite alle sue parole, sottolineando che non vi era alcuna intenzione offensiva nei confronti del mondo dilettantistico. Secondo Gravina, il riferimento riguardava esclusivamente le differenze normative e regolamentari che caratterizzano i due ambiti del sistema calcistico. Il presidente ha ribadito come il movimento dilettantistico rappresenti una componente fondamentale della piramide sportiva italiana, sia per la diffusione capillare del calcio sul territorio sia per il ruolo educativo e sociale che svolge nelle comunità locali. Con l’annuncio delle dimissioni si apre ora una fase di transizione per la federazione, che nelle prossime settimane dovrà gestire l’ordinaria amministrazione in attesa del nuovo appuntamento elettorale. Il voto del 22 giugno sarà decisivo per definire gli equilibri futuri del calcio italiano e per individuare la figura chiamata a guidare la FIGC in una fase di riforme e cambiamenti strutturali.

Dopo le dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina, arrivano anche quelle del capo delegazione della Nazionale, Gianluigi Buffon. L’ex capitano azzurro annuncia la sua decisione sui social. “Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti.  Ora che il presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti – sottolinea Buffon -. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo. Rappresentare la Nazionale è per me un onore e una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino”. “Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore. Ho chiesto e ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte. Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre”, ha concluso Buffon

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