venerdì, Aprile 3, 2026

Guerra in Ucraina, missili su Kharkiv e Zaporizhzhia: colpite zone residenziali, una ferita

Una serie di potenti esplosioni ha scosso le città di Kharkiv e Zaporizhzhia a seguito di un violento attacco condotto dalle forze russe con l’impiego di missili balistici. La notizia, confermata dall’agenzia ucraina Rbc, è stata inizialmente diffusa attraverso i canali ufficiali dei capi delle amministrazioni militari regionali, Oleg Sinegubov e Ivan Fedorov, che hanno monitorato l’evolversi dei raid in tempo reale. A Kharkiv, il sindaco Igor Terekhov ha riferito che l’offensiva si è concentrata con particolare intensità nel distretto di Kyivskyi, bersagliato da almeno tre attacchi distinti. L’impatto di quattro missili balistici ha causato danni significativi a diversi edifici residenziali multipiano, provocando la distruzione di numerosi infissi e il tranciamento di un gasdotto cittadino. Le autorità locali sono attualmente al lavoro per mettere in sicurezza l’area e ripristinare i servizi essenziali interrotti dalle esplosioni. Il bilancio provvisorio del raid registra il ferimento di una donna di 63 anni, colpita durante l’attacco a Kharkiv. La donna è stata immediatamente soccorsa e trasportata in ospedale, dove sta ricevendo le cure necessarie per le lesioni riportate. Mentre proseguono gli accertamenti per verificare l’eventuale presenza di altre vittime tra le macerie, resta altissimo il livello di allerta nelle due città ucraine, costantemente nel mirino dei sistemi missilistici russi. Nel consueto videodiscorso serale, il presidente Volodymyr Zelensky ha tracciato la rotta diplomatica e militare di Kiev, sottolineando l’importanza di una risposta corale alle sfide globali. L’Ucraina, ha spiegato il leader, sta partecipando attivamente a ogni forma di collaborazione con i propri partner con l’obiettivo di raggiungere una sicurezza superiore e una forza condivisa, elementi ritenuti indispensabili per la stabilità della regione. Un passaggio cruciale dell’intervento ha riguardato il fronte mediorientale: Zelensky ha confermato che Kiev continua a lavorare a stretto contatto con i Paesi attualmente sotto attacco da parte del regime iraniano. Questa sinergia non è solo politica, ma si traduce in nuovi accordi operativi che vedranno l’Ucraina protagonista all’interno di inediti formati di sicurezza internazionale.Secondo il presidente, questo accresciuto peso diplomatico porterà benefici concreti al Paese, consolidando sia le  capacità di difesa nazionale sia il potenziale di esportazione. L’integrazione in queste nuove architetture difensive rappresenta, nelle parole di Zelensky, un passo decisivo per rafforzare la resilienza ucraina di fronte alle minacce asimmetriche e ai vettori d’attacco russi e iraniani. L’esercito russo non ha ottenuto alcun guadagno territoriale in Ucraina a marzo, una novità da settembre 2023, ritirandosi addirittura in alcune aree di fronte alle forze di Kiev, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw).
L’avanzata dell’esercito russo ha subito un rallentamento dalla fine del 2025 a causa delle controffensive di Kiev nel sud-est del Paese. Su tutto il fronte, a marzo, le forze ucraine hanno addirittura riconquistato 9 chilometri quadrati. A marzo le forze ucraine hanno colpito cinque fabbriche e dieci impianti di raffinazione del petrolio, stando a quanto dichiarato dal Ministero della Difesa ucraino e rilanciato dall’agenzia Ukrinform, che parla di “uno dei mesi più significativi in termini di numero di imprese strategiche colpite”. Gli obiettivi si trovavano nelle regioni ucraine occupate di Crimea, Donetsk e Luhansk, ma anche più in profondità in territorio russo.
“Ogni attacco alla Russia faceva parte di uno sforzo sistematico per distruggere la macchina da guerra nemica. La campagna di marzo è diventata una delle più grandi in termini di numero di imprese strategiche colpite: cinque fabbriche e 10 impianti petroliferi”, si legge nella dichiarazione diffusa dal Ministero della Difesa ucraino, che delinea i bersagli più importanti colpiti durante il mese di marzo e la loro rilevanza. Il ministero della Difesa russo ha avviato una mobilitazione segreta di decine di migliaia di soldati impiegati in aziende, fabbriche e università per contrastare le perdite sul fronte ucraino, dove l’esercito russo ha subito, secondo fonti indipendenti, oltre un milione di perdite, tra morti e feriti. Naturalmente, emerge dalla ricostruzione dell’agenzia di stampa spagnola Efe, questa mobilitazione non è pubblica, poiché la coscrizione dei riservisti avvenuta nel settembre 2022 ha provocato un’esplosione di malcontento popolare e l’esodo di massa di quasi un milione di uomini in età militare. Secondo gli esperti, ciò significa anche che il presidente russo Vladimir Putin intende continuare a combattere – sabato ricorrerà il 1500 giorno di guerra – poiché non si aspetta che l’Ucraina ritiri volontariamente le sue truppe dal Donbass entro il nuovo termine di due mesi concesso da Mosca a Kiev. Per la prima volta, come riportato dal portale di notizie russo Conflict Intelligence Team (Cit), le autorità della regione di Ryazan hanno confermato ufficialmente l’esistenza, ormai tutt’altro che segreta, di quote per il reclutamento di volontari. Il 20 marzo, il governatore Pavel Malkov ha firmato un decreto che impone alle aziende di “selezionare i candidati al servizio militare tramite lavoratori a contratto”. Dal 20 marzo al 20 settembre, le aziende con più di 150 dipendenti, siano esse pubbliche o private, dovranno fornire da due a cinque volontari, secondo quanto riportato nel documento, originariamente pubblicato una settimana fa sul quotidiano regionale Ryazanskie Vedomosti. Le aziende con meno di 300 dipendenti dovranno selezionarne due; quelle con un numero di dipendenti compreso tra 300 e 500, tre; e quelle con più di 500 dipendenti, cinque. Il Cit sospetta che anche altre regioni possano aver emesso direttive simili alle proprie aziende, senza però pubblicarle sui media ufficiali. Se un’azienda non rispetta la quota di reclute prevista, rischia una multa di un milione di rubli (circa 12.200 dollari) o l’arresto amministrativo del suo amministratore delegato per 30 giorni, come riportato dal portale di notizie Meduza. La stampa osserva che, sebbene sia possibile presentare ricorso, le autorità potrebbero ricorrere a misure non ufficiali per vessare l’azienda, ad esempio tramite ispezioni. Nella sua sentenza, Malkov cita due decreti emanati dal presidente russo nel 2022. Tuttavia, esperti legali indipendenti ritengono il provvedimento adottato da Ryazan illegittimo. Secondo Timofei Vaskin, avvocato dell’organizzazione Recruit Schools, i decreti presidenziali obbligano le regioni a farsi carico dei costi sociali ed economici della guerra, non a imporre il reclutamento forzato di volontari nelle aziende .Tuttavia, cio’ avviene mentre il Cremlino continua a sostenere che una seconda mobilitazione non e’ all’ordine del giorno e il vice capo del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha affermato che “non ce n’e’ bisogno”. “Coloro che hanno firmato i contratti sono piu’ che sufficienti per assolvere tutte le missioni militari”, ha dichiarato Medvedev all’agenzia di stampa Ria Novosti, in un’intervista in cui ha stimato 400.000 volontari entro il 2025 e “oltre 80.000” gia’ quest’anno. Con il pretesto di creare unità di droni, il ministero della Difesa ha puntato i riflettori su università e istituti di formazione professionale alla fine dello scorso anno. Secondo un articolo pubblicato questa settimana dal sito web Faridaily, il Ministro della Scienza e dell’Istruzione Superiore, Valery Falkov, ha informato i rettori delle principali università russe all’inizio dell’anno che almeno il 2% degli studenti deve firmare contratti con il Ministero della Difesa. Ciò significa che le università, dove studiano 2,2 milioni di giovani, devono reclutare almeno 44.000 soldati, una cifra che salirebbe a 76.000 se si includessero anche gli istituti tecnici. Il ministero della Difesa prevede di reclutare 78.800 giovani, comprese le donne, solo per le truppe addette ai droni. Di questi, 20.800 saranno selezionati tra reclute e personale militare di altre unità, secondo quanto riportato dal portale di notizie Vazhnie Istorii. Le organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito che i contratti, teoricamente annuali, in realtà sono a tempo indeterminato. Inoltre, non vi è alcuna garanzia che queste reclute non vengano inviate al fronte, pertanto consigliano agli studenti di non firmare alcunché. La stampa ha sottolineato che, finora, pochissimi studenti hanno firmato i contratti, nonostante le allettanti promesse di vacanze accademiche, tasse universitarie gratuite o la minaccia di espulsione per gli studenti con risultati accademici eccellenti.

 

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