“Ovviamente la crisi internazionale sta avendo già e avrà effetti concreti negativi sull’energia e sull’economia italiana e il governo li monitora tutti quanti e intende intervenire con tutti gli strumenti che sono possibili per proteggere le famiglie e le imprese della nostra nazione, come del resto abbiamo fatto oggi, con altri 500 milioni di euro destinati a prorogare fino al 1 maggio il taglio di 0,25 del costo del carburante”. Giorgia Meloni lo ricorda nell’intervista in onda nel Tg1 di questa sera. “Abbiamo anche ampliato – prosegue la presidente del Consiglio – la misura precedente con provvedimenti a favore degli agricoltori e delle aziende che esportano. Poi l’opposizione chiaramente fai il suo lavoro pero’ si trova anche nella fortunata posizione – aggiunge Meloni – di chi può criticare comodamente seduto sul divano perché sono altri che devono risolvere i problemi e noi lo facciamo. Ci aspetteremmo forse un atteggiamento un po’ più costruttivo”. Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti sono Paesi con cui l’Italia ha legami “che vanno ben oltre il rapporto istituzionale”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è nel Golfo per “essere presente in un momento molto difficile per questi Paesi” e “vedere come l’Italia li può aiutare”. Certo, sullo sfondo c’è la crisi energetica mondiale e le sue pesanti ripercussioni sull’Italia, ma “non siamo qui a chiedere” barili di petrolio e metri cubi di gas, semmai Meloni cercherà di “avere il polso della percezione” da parte di “tre grandi attori della regione”. Lo spiegano fonti italiane che forniscono dettagli sulla visita della presidente del Consiglio nel Golfo. Ciò detto, precisano rassicuranti le fonti, per l’energia in Italia “la situazione è più in controllo rispetto a qualche anno fa con la crisi russo-ucraina, ma visto il momento si sta cercando di capire come mettere ancora di più al riparo l’Italia”. Con la missione nel Golfo “non siamo qui a chiedere” forniture energetiche, anche perché “non è il presidente del Consiglio che fa questo”. Il senso di questa visita, anzi, “è opposto”. Certo, “è chiaro” che si parlerà dello Stretto di Hormuz e di come questi tre Paesi “vedono la crisi, di quale soluzione immaginano”. Però “non siamo qui a chiedere metri cubi di gas o barili di petrolio, ma per mostrare vicinanza e chiedere come Italia può essere utile”. Per evitare che “passi un messaggio errato”, le fonti italiane ribadiscono che Meloni “non è qui per chiedere, è qui sulla base di relazioni che vanno ben oltre il rapporto istituzionale, ed essere presente in momento molto difficile per questi Paesi e vedere come l’Italia li può aiutare”. Il tema della crisi seguita all’attacco di Israele e Stati uniti all’Iran sarà però inevitabilmente il primo ad essere affrontato, saranno “tre incontri molto importanti con tre posizioni non esattamente univoche”, e per la presidente del Consiglio “sarà l’occasione, in formati molto ristretti, di avere il polso della percezione da parte di questi tre grandi attori regione coinvolti in maniera diversa”. Quello sul rafforzamento della sicurezza energetica è anzitutto il lavoro già fatto in Algeria per mettere al sicuro e possibilmente aumentare quelle che sono le forniture al momento a disposizione, spiegano le fonti italiane, e anche nel Golfo si farà un discorso del genere. Le fonti spiegano che sarà confermata “l’intenzione di grandi gruppi, a partite da Eni, di investire in questa area del Golfo nonostante la situazione”. In sostanza un messaggio di sostegno, nell’intenzione, confermata, di portare investimenti italiani per rafforzare i legami con una regione importante per noi “non solo dal punto di vista energetico”. Tutto questo facendo “come in Algeria”, garantendo la continuità degli investimenti, venendo a parlare direttamente con gli interlocutori e capendo come gestire una situazione che è di guerra, “e non è semplice”.Dunque, l’obiettivo dei due giorni di colloqui è interloquire al più alto livello con tre grandi Paesi Golfo, per vedere come si potrà superare insieme una situazione che vede oltre l’aspetto energetico quello alimentare, “con questi tre Paesi che sono importatori”. Tematiche che si vedranno insieme per capire come superarle, “non il solo tema energetico”, sottolineano ancora le fonti italiane.






