Indignazione e dolore scuotono il centro storico di Cerveteri per la tragica morte di “Signorina”, la gattina amata dai residenti e brutalmente uccisa nei giorni scorsi. Un episodio che ha profondamente colpito la comunità e che ora vede anche la presa di posizione ufficiale del rione Boccetta, il quartiere dove l’animale viveva ed era diventato un simbolo di affetto e quotidianità. «Vogliamo giustizia per Signorina». È questo il messaggio forte e chiaro diffuso dal rione, che ha deciso di intervenire pubblicamente dopo alcuni giorni di riflessione. «Abbiamo atteso un po’ di tempo prima di pronunciarci sul grave atto criminale che si è svolto tra le mura del nostro rione – si legge nella nota –. Solitamente utilizziamo i nostri spazi per promuovere eventi o iniziative, oggi invece siamo costretti a raccontare un fatto gravissimo». Secondo quanto denunciato, la micetta sarebbe stata presa a calci fino a morire, un gesto definito «vile e brutale» che ha lasciato sgomenta l’intera comunità. «Credo che non ci siano parole per descrivere quanto accaduto», prosegue il comunicato, sottolineando la gravità dell’episodio. Il rione Boccetta annuncia anche una decisione precisa: nel caso in cui vengano individuati i responsabili e si arrivi a un processo, l’associazione si costituirà parte civile. «In questi anni avete imparato a conoscerci: più che le parole parlano i fatti. Anche oggi abbiamo preso una decisione netta, a tutela del nostro territorio. Siamo certi che gli autori di questo ignobile crimine verranno individuati e, quando accadrà, saremo presenti in aula contro queste belve». Un impegno che va oltre il singolo episodio e che richiama un problema più ampio. Nel lungo messaggio, infatti, il rione punta l’attenzione anche sul degrado che da tempo interessa il centro storico. «Purtroppo da anni la zona è in balia di bande di ragazzi, spesso minorenni, che imbrattano e danneggiano beni pubblici e privati». Viene ricordato anche un precedente significativo, quello legato all’Arcoscuro, uno degli scorci più suggestivi della città, oggetto di atti vandalici. «In quell’occasione avevamo scritto al Comune proponendoci di intervenire a nostre spese per sistemare il sito – spiegano – ma siamo ancora in attesa di una risposta». In chiusura, il pensiero torna a “Signorina” e all’affetto che aveva saputo conquistare. «È giusto ricordare l’amore che i residenti hanno dimostrato per lei quando era in vita. Anche per loro abbiamo scelto di agire». Una vicenda che riaccende i riflettori sulla sicurezza e sul rispetto degli spazi comuni, ma che soprattutto lascia una ferita profonda in una comunità che ora chiede risposte e giustizia.







