Finisce 1-1 tra Lazio e Parma, in un Olimpico semi deserto (la protesta dei tifosi biancocelesti contro il presidente Lotito continua). Un pareggio che aggiunge poco al campionato di entrambe le squadre, ma che lascia la Lazio all’ottavo posto almeno fino al match tra Bologna e Lecce. Dopo 15 minuti di ritmi blandi in cui le due squadre sembrano non vogliano farsi del male, al 15′ arriva improvviso il vantaggio del Parma. Calcio di punizione per i ducali dalla trequarti sinistra, lo batte Valeri e la difesa biancoceleste, assai poco reattiva nella circostanza, non riesce a respingere. Il pallone resta in area e arriva sui piedi di Delprato che calcia quasi un rigore in movimento. 1-0. Da quel momento in poi la gara cambia e si comincia a giocare quasi soltanto nella metà campo del Parma. Ma la pressione della Lazio non produce che un tiro di Maldini ribattuto da Circati (al 35′) e qualche situazione controversa in area di rigore, con l’arbitro Marcenaro che dà però sempre torto agli attaccanti biancocelesti e ragione ai difensori gialloblù. Al 23′ contatto tra Maldini e Circati, ma per il direttore di gara è il laziale a commettere fallo. Al 31′ Isaksen finisce a terra, ma l’arbitro vede un intervento pulito in difesa di Valeri. Nei secondi di recupero è Taylor ad andar giù, apparentemente toccato con un braccio da Bernabé, ma l’intervento del parmense è troppo leggero per un penalty. E’ invece il Parma ad andare vicino al raddoppio al 44′, quando è Motta salvare la sua porta con una parata prodigiosa che toglie dall’incrocio dei pali un chirurgico sinistro di Valeri servito al limite dell’area da Britschgi. Nel secondo tempo il copione non cambia: Lazio stabilmente nella metà campo avversaria, Parma arroccato alla difesa del minimo vantaggio. Ma la partita diventa più vivace. Al 56′ ci prova da fuori Dele-Bashiru, ma il suo tiro viene neutralizzato in due tempi da Suzuki. Al 58′ Sarri cambia tutto. Fuori Pedro, Isaksen e Marusic, dentro Noslin, Cancellieri e Marusic. Il Parma allenta la pressione con un tiro di Nicolussi Caviglia facilmente parato da Motta, poco dopo è Taylor a chiamare Suzuki all’intervento con un tiro cross al termine di una bella azione personale. Al 67′ ci prova Lazzari con secco diagonale destro da fuori area, ma il numero 1 del Parma si fa trovare pronto nonostante una deviazione che avrebbe potuto metterlo in difficoltà. Passa appena un minuto e il Parma replica con Strefezza, che da fuori area non inquadra la porta. Al 77′ il pareggio della Lazio. Noslin sulla sinistra triangola con Taylor, si accentra in area e tira di destro. La deviazione di Circati mette fuori causa Suzuki. Raggiunto il pari la Lazio prova a vincere, ma all’83’ si prende un grande spavento: Tavares tocca il pallone con un braccio nella sua area, forse dopo una spinta di Pellegrino. Marcenaro lascia correre, ma viene richiamato al monitor dal Var: l’esito della revisione è che un fuorigioco di Pellegrino ha invalidato l’azione successiva e quindi anche il possibile rigore. All’87’ i biancocelesti protestano di nuovo: questa volta è Lazzari che finisce a terra in area senza che l’arbitro rilevi alcun fallo, e il VAR non interviene. Si conclude con la Lazio all’arrembaggio in cerca dei tre punti, ma invano. Maurizio Sarri preferisce però vedere il bicchiere mezzo pieno: “E’ una serie positiva che continua”, dice nel dopo partita. E nell’analisi della gara boccia il primo tempo dei suoi (“abbiamo fatto pochi movimenti senza palla il che ha facilitato la difesa avversaria”) e promuove il secondo (“abbiamo alzato il ritmo”). Ma dà anche il giusto merito agli avversari. “Era una partita difficile – sottolinea – il Parma in trasferta aveva fatto 21 punti e ha messo in difficoltà tutti.” La speranza è di recuperare qualche infortunato: i più vicini al rientro in gruppo – spiega il tecnico – sono Zaccagni e Patric, più complicata la situazione di Gila (“con le infiammazioni rotulee c’è sempre il rischio di ricadute.”)






