lunedì, Aprile 6, 2026

Naufragio nel canale di Sicilia con oltre 70 dispersi. Salvati 32 migranti: “Siamo partiti in 110”

“Siamo partiti in 110”. Lo raccontano alcuni dei 32 migranti sopravvissuti a un naufragio avvenuto nel pomeriggio-sera di ieri 4 aprile in zona di ricerca e soccorso (Sar) libica: sono stati salvati da due navi mercantili, una italiana e una statunitense, e poi presi in carico dalla Guardia costiera italiana che li ha condotti a Lampedusa. Uno di loro è un minore non accompagnato. Due per ora i corpi senza vita recuperati in mare. Sarebbero quindi oltre 70 le persone considerate disperse, e presumibilmente tutte annegate. Provenivano a quanto si apprende da Pakistan, Bangladesh ed Egitto ed erano partiti nella notte tra venerdì e sabato da una località vicino a Tripoli su un barcone di legno lungo circa 12-15 metri. Il mare mosso avrebbe causato infiltrazioni di acqua fino al ribaltamento, dopo circa 15 ore di viaggio. Sarebbero passate diverse altre ore prima dei soccorsi: “L’aereo di Frontex Eagle 3 sta monitorando la situazione proprio in questo momento. Eppure non si interviene!”, denunciava alle 21.23 di ieri sera il profilo X dell’organizzazione non governativa Sea-Watch, pubblicando la foto visibile in pagina, scattata dall’aereo civile Sea-Bird che ha partecipato alle operazioni di soccorso. Alcuni dettagli del naufragio sono stati resi noti dall’ong italiana Mediterranea. I sopravvissuti, sistemati nell’hotspot di Lampedusa, sono tutti in stato di forte shock. Sono stati sottoposti a controlli medici e rifocillati, al momento vengono lasciati riposare. Verranno ascoltati nelle prossime ore. Ieri, sempre a Lampedusa, erano sbarcate 44 persone soccorse della nave Aurora della stessa Sea-Watch. Erano state recuperate a bordo della piattaforma abbandonata Didon, tra la Libia e la Tunisia. Alla nave era stato assegnato come porto di sbarco Porto Empedocle, ma, a detta della ong, era troppo distante.

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