Un tavolo rumoroso quello a cui era seduto l’uomo che, la sera della vigilia di Pasqua, aveva portato i figli a cena in un ristorante in via dei Cappuccini, lungo le sponde del lago di Albano. I camerieri e gli altri avventori lo notano visibilmente ubriaco, ma si allarmano quando lo vedono schiaffeggiare violentemente il figlio maggiore, di dodici anni. Al bambino è caduto del cibo sul pavimento e la reazione sono due violenti ceffoni sferrati dall’uomo. È a quel punto che intorno a quel tavolo si anima una discussione che cresce finché il padre non decide di lasciare il ristorante. Va a prendere la macchina, carica i due bambini e si mette alla guida. Ma qualcuno ha già deciso di allertare il 112. Sul posto arrivano gli agenti del commissariato di Albano ma lui si saglia anche contro di loro. Nella colluttazione entrambi i poliziotti rimangono feriti, per loro la prognosi è di almento dieci giorni. L’uomo, con fatica, viene fermato. Tra le accuse a suo carico, oltre a resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, c’è anche quella prevista dall’articolo 571 del codice penale che punisce l’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, quello di chi usa violenza e umiliazione su chi è affidato alla sua tutela e alla sua autorità. I bambini sono stati riaffidati alla madre.






