martedì, Aprile 7, 2026

Ultimatum di Trump all’Iran, alle 2 di domani notte: “Vi distruggiamo in 4 ore”

Se scadrà l’ultimatum, fissato alle 20 di stasera (ora americana), l’Iran verrà completamente distrutto. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, nella conferenza stampa alla Casa Bianca. Passato l’ultimatum, senza un accordo, ha spiegato Trump “ogni ponte sarà distrutto in Iran entro la mezzanotte di domani sera. Ogni centrale elettrica sarà resa inservibile e non sarà possiibile utilizzarla in futuro, ci sarà una demolizione completa e ci vorranno 20 anni per ricostruire il paese”. “Succederà tutto nell’arco di quattro ore – ha aggiunto – ma non vogliamo che succeda”. Il presidente statunitense Donald Trump ha detto che Dio sostiene la guerra all’Iran. “Sì, lo penso perchè Dio è buono, e Dio vuole vedere prendersi cura delle persone. A Dio non piace quello che succedendo, a me non piace quello che sta succedendo”, ha detto. “Io non mi diverto, a me non piace vedere queste persone uccise. Ho messo fine a otto guerre, nessuno lo ha mai fatto”, ha aggiunto. “La persona che ha vinto il premio Nobel per la Pace è venuta da me e ha detto: ‘Lei merita il premio Nobel’, e poi ha detto ‘No, no, no, è ridicolo che lo diano a me”. Il riferimento è alla leader dell’opposizione in Venezuela, Maria Corina Machado. L’azione militare contro l’Iran “sta in ultima analisi aiutando il popolo iraniano”, perché “vogliono sentire le bombe, perché vogliono essere liberi”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo a una domanda della giornalista Liz Landers di PBS News. Secondo Trump, i cittadini iraniani non scendono in piazza contro il regime perché “verrebbero uccisi immediatamente”, a differenza di quanto avviene con gli attacchi in corso condotti da Stati Uniti e Israele nel Paese. “Il popolo iraniano reagirà non appena saprà che non verrà colpito e non appena potrà avere delle armi”, ha aggiunto. Il presidente ha inoltre definito “un colpo fortunato” l’abbattimento, venerdì, di un caccia statunitense F-15 da parte delle forze iraniane, sottolineando però che il salvataggio del pilota ferito è stato “incredibile”. L’Iran ha comunicato al Pakistan la sua risposta “in 10 punti” alla proposta statunitense di porre fine alla guerra. Lo riferisce l’agenzia Irna citata dai media israeliani, sottolineando che la posizione iraniana si basa sull’esperienza passata e “respinge il cessate il fuoco, sottolineando la necessità di una fine definitiva del conflitto”. La risposta include una serie di richieste iraniane tra cui: la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, i risarcimenti e la revoca delle sanzioni. I negoziatori sono pessimisti sul fatto che l’Iran cederà alla richiesta del presidente Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz prima della scadenza di martedì notte, aprendo la strada a possibili attacchi statunitensi contro ponti e centrali elettriche iraniane, in una nuova escalation del conflitto. Lo riporta il Wall Street Journal che cita alcune fonti secondo le quali per i funzionari americani il divario fra Stati Uniti e Iran è troppo ampio per essere colmato entro la scadenza. Alcuni funzionari americani spiegano che Trump è meno fiducioso sulla possibilità di un accordo e prevedono che un ordine per l’attacco possa essere impartito subito dopo la scadenza. Un bombardamento statunitense o israeliano ha raso al suolo anche una sinagoga nel centro di Teheran, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semiufficiale Mehr. L’edificio è stato distrutto durante un’intensificazione degli attacchi aerei sulla capitale iraniana, che nelle ultime settimane hanno colpito le aree urbane causando danni alle infrastrutture civili e diverse vittime.

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