Nuovi sviluppi sul fronte mediorientale, dove si intrecciano diplomazia e tensioni militari tra Israele e Libano. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’intenzione di avviare negoziati diretti con Beirut, accogliendo gli appelli del governo libanese a un confronto diplomatico. «Alla luce dei ripetuti appelli del Libano ad avviare negoziati diretti con Israele – ha dichiarato Netanyahu in una nota – ho dato direttiva di iniziare al più presto i colloqui». I negoziati, secondo quanto riferito dal premier israeliano, si concentreranno su due punti centrali: il disarmo di Hezbollah e la costruzione di relazioni pacifiche tra i due Paesi. Nel frattempo, dagli Stati Uniti arrivano pressioni per ridurre l’intensità delle operazioni militari. Il presidente americano Donald Trump avrebbe chiesto a Netanyahu di contenere gli attacchi israeliani in Libano per favorire il successo dei negoziati con Iran. A riportarlo è l’emittente NBC, citando fonti dell’amministrazione statunitense. Israele, secondo quanto riferito, avrebbe accettato di collaborare in questa direzione. Sulla situazione internazionale è intervenuto anche il segretario generale della NATO, Mark Rutte, che durante un intervento al Ronald Reagan Presidential Foundation Institute ha sottolineato il sostegno degli alleati europei agli Stati Uniti per impedire che l’Iran sviluppi armi nucleari e per limitarne la capacità di destabilizzazione nella regione. Anche la Russia osserva con attenzione gli sviluppi diplomatici. Il ministero degli Esteri di Mosca, attraverso il capo della diplomazia Sergey Lavrov, ha riferito di un colloquio telefonico con il ministro iraniano Abbas Araghchi, sottolineando che gli accordi tra Stati Uniti e Iran per un cessate il fuoco avrebbero anche una dimensione regionale, estendendosi quindi al Libano. La Russia ha inoltre condannato l’attacco israeliano dell’8 aprile in territorio libanese, che secondo Mosca avrebbe causato numerose vittime civili e gravi danni alle infrastrutture. A ribadirlo è stata la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Critiche arrivano anche dall’Europa. Il portavoce del ministero degli Esteri francese Pascal Confavreux ha definito “sproporzionati” i bombardamenti israeliani in Libano e ha affermato che, alla luce della gravità della situazione e delle tensioni in Cisgiordania, l’accordo di associazione tra Unione europea e Israele potrebbe essere oggetto di una revisione. Il quadro resta dunque estremamente complesso, tra tentativi di mediazione diplomatica e nuove frizioni internazionali che continuano a mantenere alta la tensione in Medio Oriente.
Tensione in Medio Oriente: Israele apre a negoziati con il Libano, Trump chiede di ridurre gli attacchi






