E’il secondo colpo assestato in pochi giorni dai carabinieri alla galassia della criminalità romana, quella specializzata nel commercio di stupefacenti. Un cartello attivissimo nella capitale con solide simpatie verso il clan Senese, quello che -secondo le ipotesi degli inquirenti- gestiva gli affari illeciti del territorio. In queste ore i militari dell’Arma hanno sequestrato beni per oltre un milione di euro a Leandro Bennato, indicato come il re del narcotraffico romano. Sigilli a cinque immobili – riconducibili a lui – situati nel ternano, 19 terreni, un orologio di lusso e conti bancari. L’operazione scaturisce dall’inchiesta che un anno fa portò in carcere Bennato, Giuseppe Molisso e altre 24 indagati. Bennato, ritenuto socialmente pericoloso, è in regime di 41 bis, il cosiddetto carcere duro riservato a presunti mafiosi e terroristi. Secondo le indagini dei carabinieri – coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia – Bennato e Molisso avrebbero organizzato un cartello della droga, imponendo la fornitura di cocaina, a prezzi più elevati, importata prevalentemente da due fornitori albanesi. Le indagini patrimoniali sugli elevati flussi finanziari avrebbero portato proprio a Bennato, evidenziando una netta sproporzione tra la capacità di reddito dichiarata dall’uomo e l’ingente patrimonio accumulato. Il mercato della droga nelle piazze di Tor Bella Monaca, Quarticciolo, Quadraro, Primavalle e Casalotti – tra le altre – avrebbe fruttato decine di milioni di euro al mese. Un guadagno elevato poi reinvestito, almeno secondo chi indaga. L’operazione dei militari dell’Arma si collega a quella di qualche giorno fa in cui sotto sequestro sono finiti i beni riconducibili ad Angelo Senese, fratello del boss di camorra Michele, ed Ettore Abramo, detto “Pluto”, considerato ex braccio destro di Fabrizio Piscitelli, noto come “Diabolik”.






