venerdì, Aprile 10, 2026

L’Iran non si piega: “Tregua anche in Libano o non si tratta”. Proseguono febbrili i colloqui in Pakistan

Il presidente del parlamento iraniano chiede un cessate il fuoco in Libano e lo sblocco dei beni prima di qualsiasi negoziato, lo riferisce Afp. “Due delle misure concordate reciprocamente tra le parti devono essere ancora attuate: un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani bloccati prima dell’inizio dei negoziati. Queste due questioni devono essere soddisfatte prima che i negoziati inizino”. Lo scrive sui social il presidente del parlamento iraniano MB Ghalibaf, che insieme al ministro Araghchi guiderà la delegazione iraniana ai colloqui con gli Usa. Jd Vance ha avvertito l’Iran di non “prendere in giro” gli Stati Uniti ai negoziati prima di partire per il Pakistan. “Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo”, ha detto il vice presidente americano. “Non vediamo l’ora che inizino i negoziati. Credo che saranno positivi”. Lo ha detto il vicepresidente statunitense Jd Vance, parlando ai giornalisti prima della partenza per Islamabad, dovre prenderà parte ai negoziati come membro della delegazione americana. “Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede e a tendere una mano, è un conto. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che la nostra delegazione non è poi così disponibile – ha spiegato Vance – Il Presidente ci ha fornito delle linee guida piuttosto chiare, e vedremo come andrà”. Tutto pronto per gli “Islamabad Talks 2026”, giornalisti e ospiti entrano senza visto, la capitale blindata. Trump si è detto “molto ottimista”, ma Teheran smentisce la presenza della sua delegazione, assente Israele. Islamabad blindata attende i negoziati tra Stati Uniti e Iran, previsti per domani. Ma le incognite restano enormi. Il Pakistan ha dichiarato due giorni di festività straordinaria per garantire la sicurezza all’arrivo delle delegazioni americana e iraniana, attese per i primi colloqui diretti tra Washington e Teheran dall’inizio della guerra, lo scorso 28 febbraio. Le strade della capitale pachistana sono deserte, l’accesso alle zone diplomatiche è contingentato, riferiscono i media locali. Schierate 10 mila forze dell’ordine per le strade. Il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar ha annunciato su X che tutti i partecipanti agli “Islamabad Talks 2026” – delegati e giornalisti dei paesi coinvolti – potranno entrare nel paese senza visto preventivo: le compagnie aeree sono state invitate a consentire l’imbarco, con accredito rilasciato all’arrivo dalle autorità pachistane. Trump si è detto “molto ottimista”, sostenendo che i leader iraniani “in privato sono molto più ragionevoli” e che “stanno accettando tutto quello che devono accettare”. Secondo fonti vicine ai negoziati, il fine settimana di Islamabad sarà solo il primo di una serie di round verso un accordo di lungo periodo. Dello stesso avviso il vicepresidente americano Vance già partito per Islamabad. Il piano in 10 punti proposto dall’Iran è stato concordato come base per i negoziati: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Majdi Takht Ravanchi alla vigilia dei colloqui domani a Islamabad tra Usa e Iran. Lo riporta Iran International. “Abbiamo sempre accolto con favore la diplomazia, ma non i colloqui basati su false informazioni volte all’inganno”, ha affermato, aggiungendo che Teheran non appoggia un cessate il fuoco che consenta all’avversario di riarmarsi e riprendere gli attacchi. “Accogliamo con favore l’annuncio israeliano sull’avvio di colloqui di pace con il Libano, che rappresenta di per sé uno sviluppo positivo. Attendiamo con interesse l’avvio concreto dei colloqui e i loro risultati”. Lo ha detto il portavoce della Commissione Europea Anouar El Anouni in conferenza stampa a Bruxelles. “La diplomazia – ha detto – resta l’unico percorso praticabile, e tutte le parti devono impegnarsi in questo processo seriamente e in buona fede per raggiungere una soluzione complessiva in linea con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Per quanto riguarda la situazione in Libano, chiediamo l’immediata cessazione degli attacchi, che hanno già avuto un impatto molto pesante sui civili e sulle infrastrutture civili.
È chiaro che tutte le parti devono rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario, garantendo la protezione dei civili, delle infrastrutture civili, dei peacekeeper delle Nazioni Unite, in particolare Unifil, e del personale umanitario. Per quanto riguarda la Ue, siamo pronti a intensificare e mobilitare tutti i nostri sforzi diplomatici verso questo obiettivo, e ciò include la cooperazione con i nostri partner internazionali”.

 

 

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