Robert Francis Prevost ricorda: “La preghiera ci educa ad agire. Le limitate possibilità umane si congiungono nella preghiera alle infinite possibilità di Dio. Pensieri, parole e opere infrangono, allora, la demoniaca catena del male e si mettono a servizio del Regno di Dio: un Regno in cui non c’è spada, né drone, né vendetta, né banalizzazione del male, né ingiusto profitto, ma solo dignità, comprensione, perdono”. E commenta il Santo Padre: “Abbiamo qui un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo”. “Gli equilibri nella famiglia umana sono gravemente destabilizzati. Viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio, il Dio della vita”. È quanto depreca Papa Prevost nella preghiera per invocare la pace presieduta nella Basilica di San Pietro, per poi aggiungere: “Scompare allora un mondo di fratelli e sorelle con un solo Padre nei cieli e, come in un incubo notturno, la realtà si popola di nemici”. E prosegue il Santo Padre: “Ovunque si avvertono minacce, invece di chiamate all’ascolto e all’incontro”. Quindi il Pontefice osserva: “Fratelli e sorelle, chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di se stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo, cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio”. “Alziamo lo sguardo, rialziamoci dalle macerie. Niente ci può chiudere in un destino già scritto, nemmeno in questo mondo in cui sembrano non bastare i sepolcri, perché si continua a crocifiggere, ad annientare la vita, senza diritto e senza pietà”. “La preghiera non è un rifugio per sottrarci alle nostre responsabilità, non è un anestetico per evitare il dolore che tanta ingiustizia scatena”. Lo ricorda il Pontefice durante la veglia di preghiera. “È invece la più gratuita, universale e dirompente risposta alla morte: siamo un popolo che già risorge! In ognuno di noi, in ogni essere umano, il Maestro interiore insegna infatti la pace, sospinge all’incontro, ispira l’invocazione”. “La guerra divide, la speranza unisce. La prepotenza calpesta, l’amore solleva. L’idolatria acceca, il Dio vivente illumina”. È l’appello di Papa Prevost nella preghiera del Santo Rosario per invocare il dono della pace. “Grazie per avere accolto questo invito, radunandovi qui, presso la tomba di San Pietro, e in tanti altri luoghi del mondo a invocare la pace”, ha osservato Leone XIV. “San Giovanni Paolo II, instancabile testimone di pace – ha sottolineato Papa Prevost -, con commozione disse nel contesto della crisi irachena nel 2003: ‘Io appartengo a quella generazione che ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale ed è sopravvissuta. Ho il dovere di dire a tutti i giovani, a quelli più giovani di me, che non hanno avuto quest’esperienza: ‘Mai più la guerra!’, come disse Paolo VI nella sua prima visita alle Nazioni Unite. Dobbiamo fare tutto il possibile! Sappiamo bene che non è possibile la pace a ogni costo. Ma sappiamo tutti quanto è grande questa responsabilità’. Faccio mio questa sera il suo appello, tanto attuale”. “Vogliamo dire a tutto il mondo che è possibile costruire la pace, una pace nuova. È possibile vivere insieme con tutti i popoli di tutte le religioni, di tutte le razze. Noi vogliamo essere discepoli di Gesù Cristo, uniti tutti come fratelli e sorelle in un mondo di pace”. Esordisce così Papa Leone XIV sul sagrato della Basilica di San Pietro, prima dell’inizio della recita del Santo Rosario per invocare la pace. Il Santo Padre ringrazia i fedeli presenti in piazza parlando a braccio e aggiunge: “Abbiamo tutti la pace nei nostri cuori. Che la pace davvero regni in tutto il mondo e che siamo noi portatori di questo messaggio. Dio ci ascolta, Dio ci accompagna”. Subito dopo il Papa è entrato nella Basilica di San Pietro per presiedere la preghiera per la pace. All’invito del Pontefice hanno aderito le Chiese di tutto il mondo.
Il Papa: “Rialziamoci dalle macerie, niente ci può chiudere in un destino già scritto”






