domenica, Aprile 12, 2026

Ladispoli, devastato il bosco di Palo: distrutte orchidee protette per un parcheggio

Un intervento che sta sollevando indignazione e preoccupazione tra ambientalisti e cittadini. Nell’area protetta del bosco di Palo, uno dei polmoni verdi più preziosi del litorale, sarebbero state distrutte numerose orchidee spontanee per fare spazio a un parcheggio provvisorio. A denunciare con forza l’accaduto è l’associazione culturale naturalistica Bioma, da anni impegnata nella tutela del territorio, che parla apertamente di «grave atto di inciviltà ambientale» e di un danno significativo alla biodiversità locale. Secondo quanto riferito dall’associazione, l’intervento sarebbe stato effettuato nonostante ripetute segnalazioni preventive. «Nonostante le tempestive comunicazioni telefoniche e le note ufficiali inviate al Comune di Ladispoli – si legge nella nota – abbiamo constatato con grande amarezza che ignoti hanno proceduto allo sfalcio della flora spontanea proprio nel pieno della fioritura». Un’azione che assume contorni ancora più gravi alla luce della presenza, nell’area, di specie protette a livello internazionale. Le orchidee spontanee, infatti, rientrerebbero tra quelle tutelate dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, rendendo l’intervento non solo dannoso, ma potenzialmente in contrasto con le normative vigenti. Il bosco di Palo non è soltanto un’area verde, ma un ecosistema complesso e delicato, caratterizzato dalla presenza di specie vegetali rare e da una fauna selvatica ricca e diversificata. Proprio per questo, ogni intervento sul territorio richiede particolare attenzione e valutazioni approfondite. «La distruzione non si è limitata alle orchidee – prosegue Bioma – ma ha coinvolto anche altri habitat naturali, in un periodo estremamente sensibile come quello della nidificazione dell’avifauna protetta». Un aspetto che potrebbe avere conseguenze rilevanti sugli equilibri ecologici dell’area, con effetti che rischiano di protrarsi nel tempo. L’episodio riaccende il dibattito sulla tutela delle aree protette e sulla necessità di un controllo più rigoroso degli interventi sul territorio. Intanto, cresce la richiesta di chiarimenti su quanto accaduto e sull’eventuale individuazione dei responsabili di un’azione che, secondo gli ambientalisti, ha inferto un duro colpo a uno degli ambienti naturali più preziosi di Ladispoli.

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