mercoledì, Aprile 15, 2026

Ladispoli, il verdetto che chiude una stagione: retrocessione e riflessioni sul futuro della pallanuoto civitavecchiese

Che sarebbe successo lo si era ormai intuito da tempo, ma quando arriva un verdetto ufficiale non si può evitare di tracciare un bilancio di quanto accaduto. Con la sconfitta di sabato scorso contro il Grifone, la Nc ha sancito la propria retrocessione aritmetica in Serie C con due giornate d’anticipo, chiudendo una stagione segnata esclusivamente da sconfitte e da un ulteriore punto di penalizzazione legato alla mancata presentazione alla gara di Cagliari. Un epilogo maturato quasi nell’indifferenza generale, compresa quella della stampa locale, da tempo distante dalle vicende della società, se si escludono le recenti polemiche legate al PalaGalli. Il quadro che emerge è quello di una parabola discendente ormai evidente da anni: la pallanuoto maschile civitavecchiese appare progressivamente indebolita, con un deterioramento tecnico e organizzativo che affonda le radici ben prima delle attuali criticità legate agli impianti sportivi. Anche il PalaGalli, pur centrale nel dibattito recente, rappresenta solo uno dei tasselli di un sistema che mostra segni di crisi strutturale. La stagione appena conclusa è stata segnata da profonde difficoltà: la partenza, prima dell’inizio del campionato, di gran parte dello zoccolo storico della squadra ha lasciato un vuoto tecnico e umano difficilmente colmabile. A questo si è aggiunta una fase societaria complessa, aggravata dall’arresto di Marco Pagliarini, condannato in via definitiva, evento che ha di fatto lasciato la società priva di guida tecnica e dirigenziale. In questo contesto, resta aperta la riflessione sulle scelte compiute: era inevitabile portare avanti la stagione con un gruppo composto in larga parte da giovanissimi, costretti a confrontarsi con realtà molto più strutturate e a subire pesanti sconfitte? Molti si interrogano se non sarebbe stato più opportuno valutare un riposizionamento in categorie inferiori, per consentire una ripartenza più equilibrata e sostenibile. Nonostante tutto, ai ragazzi che hanno composto il gruppo squadra va riconosciuto l’impegno e la continuità mostrati in una stagione estremamente difficile, chiusa tra risultati negativi ma anche con un’esperienza formativa importante sul piano umano e sportivo. Non mancano, però, le tensioni fuori dalla vasca: negli ultimi mesi la società e alcune figure legate all’ambiente hanno avuto forti contrasti con una parte della stampa locale e con alcuni genitori, con episodi di accesa contestazione anche al di fuori del contesto sportivo. Ora si guarda al futuro, tra ipotesi di rifondazione e voci di nuovi investitori interessati al rilancio della pallanuoto cittadina, anche provenienti da Ladispoli. Tuttavia, resta aperto un interrogativo di fondo: in presenza di una realtà come la Nautilus, già impegnata su livelli competitivi più alti e con enormi sforzi organizzativi, quale sarebbe la strada più efficace per riportare la pallanuoto civitavecchiese a un livello d’eccellenza stabile e duraturo?

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