Ancora una volta vediamo il giornalista e giurista Luigi Trisolino impegnato sui diritti umani, senza retorica e senza woke. Lo vediamo in quanto cattolico militante e in quanto attivista conservatore, con un convegno che ha ideato e organizzato in Senato, in Sala Zuccari. Il convegno, che si è tenuto lunedì 20 aprile pomeriggio con il titolo “Il martirio della pazienza – Condizione dei cristiani e libertà religiosa nella Cina di Xi”, è stato promosso dal senatore Andrea De Priamo di Fratelli d’Italia, sensibile al tema della libertà religiosa e impegnato sul tema della tutela del popolo tibetano. L’evento è stato introdotto da Luigi Trisolino, che ha spiegato il senso del titolo “Il martiro della pazienza”: si tratta di una similitudine politica con il titolo delle memorie postume del Card. Agostino Casaroli, che fu l’uomo di punta della Ostpolitik vaticana nella gestione dei difficilissimi rapporti tra Santa Sede e mondo sovietico tra il 1963 e il 1989. Trisolino infatti sostiene che anche oggi con la Cina comunista di Xi Jinping, da cui giungono notizie raccapriccianti con un arretramento delle libertà religiose, siamo di fronte a un martirio della pazienza, e si chiede dunque a cosa siano serviti gli accordi tra Santa Sede e Repubblica Popolare Cinese del 2018, siglati ai tempi di Francesco e poi prorogati sotto il medesimo papato nel 2024 fino al 2028. Trisolino ricorda e menziona il Card. Joseph Zen, 94enne e ancora vivente, quale simbolo della Chiesa cattolica cinese c.d. sotterranea e clandestina, che non si piega all’Associazione Patriottica del Partito comunista cinese, e che resiste senza mai uniformarsi alla diversa Chiesa cattolica cinese ufficiale o sinizzata, che invece ignora Papi e Vaticano per piegarsi al comunismo. Il giurista della presidenza del Consiglio dei ministri Luigi Trisolino, da sempre anche attivista politico, esorta l’opinione pubblica a sostenere la vera Chiesa cattolica sotterranea, e durante il suo intervento iniziale al convegno ha formulato una proposta politica originale. Trisolino ha proposto di far entrare nelle agende politiche europee e nazionali la questione delle libertà negate in Cina attraverso un Piano che egli stesso ha denominato “Piano Cardinale Joseph Zen”, o più semplicemente “Piano Zen”. Ha infatti dichiarato quanto segue: “Le questioni della repressione religiosa e della repressione sulla Chiesa cattolica sotterranea nella Cina di Xi Jinping, dovremo affrontarle come questioni geopolitiche, idonee ad entrare nelle nostre agende politiche nazionali ed europee, e quindi nelle nostre pianificazioni. Come per l’energia e per l’immigrazione il governo Meloni con lungimiranza ha inaugurato il Piano Enrico Mattei, intrecciando politica nazionale e multilateralismo internazionale, così in questi tempi in cui in Cina aumentano sempre di più le repressioni ai danni delle religioni, ai danni della vera Chiesa cattolica sotterranea, voglio immaginare pure un Piano cardinale Joseph Zen, per esercitare pressioni sullo Stato illiberale cinese, che altro non è se non la proiezione statolatrica del Partito comunista cinese. Se la Cina pianifica l’economia, pianifica l’educazione dei giovani al materialismo ideologico, pianifica gli abusi sulle comunità religiose e sulla Chiesa cattolica clandestina, rivestendo – sia chiaro – tali abusi di etichette e narrative auree sinicamente mainstream, l’Europa dalle radici cristiane spesso e purtroppo dimenticate, e l’Italia, quale tradizionale patria italeuropea di cristianità cattolica, possono invece pianificare dialoghi istituzionali, per addivenire ad accordi netti, anche di giustizia, condizionando appunto tali accordi al rispetto della libertà di tutte le confessioni religiose, alla chiusura dei laogai, al rilascio dei tanti cattolici sotterranei ingiustamente rinchiusi negli angoli oscuri di ciò che appare sinicamente lecito ma che in realtà non lo è; e a condizione che i leader religiosi cattolici non iscritti all’Associazione Patriottica del partito comunista cinese siano finalmente liberi e non più silenziati nelle proprie attività pastorali e sociali; e a condizione che ogni famiglia che organizza attività sotterranee di preghiera, in comunione con il Papa e con la Chiesa cattolica romana, non debba più temere per il futuro dei propri figli; e a condizione che ogni bambino a scuola non debba più nascondere la fede propria o della propria famiglia”. Al termine di questo suo intervento iniziale, Trisolino ha moderato i lavori del convegno introducendo l’intervento istituzionale del senatore Andrea De Priamo, il quale ha dichiarato che “Difendere la libertà religiosa significa difendere una libertà fondamentale, legata alla dignità della persona e al rispetto delle identità culturali e spirituali”. Successivamente sono intervenuti come relatori la giornalista e scrittrice Annalisa Terranova, che ha ricordato le ultime mosse europee di monitoraggio sulle discriminazioni antireligiose, il vaticanista Nico Spuntoni sugli accordi vaticani del 2018 con la Cina, il presidente dell’Associazione Italia-Tibet Claudio Cardelli, che ha proiettato un video e alcuni scatti fotografici nell’affrontare la storia e il dramma del popolo tibetano massacrato. Trisolino ha inoltre intervistato sulla questione dei laogai di oggi Francesca Romana Poleggi del direttivo di Pro Vita e Famiglia, nonché autrice di due libri sulle persecuzioni dei cattolici in Cina e sui laogai o campi di concentramento cinesi (pubblicati nel 2011 e nel 2012 per la Laogai Research Foundation, per la quale ha ampiamente lavorato in passato, prima della sua chiusura). All’evento ha preso parte anche Carlo Fidanza, eurodeputato e vicepresidente esecutivo di ECR, con un suo videomessaggio in cui ha sottolineato quanto siano preoccupanti le ultime statistiche e le ultime notizie dal fronte cinese, per quel che concerne la libertà di espressione dei cristiani. Il pomeriggio è stato concluso da Trisolino, che, oltre ad anticipare il suo attuale impegno nel costituire una rete tra realtà associative conservatrici, ha letto alcuni versi del poeta e attivista per i diritti umani Liu Xiaobo (1955-2017), tratti dal testo “Esperienza di morte”, scritto nel 1990 per commemorare il primo anniversario del massacro cinese di Piazza Tienanmen del 4 giugno 1989. L’evento è stato trasmesso in diretta sulla TV del Senato, sul canale YouTube del Senato ed è stato pubblicato sulla piattaforma audiovisiva di Radio Radicale.
Cina: Luigi Trisolino progetta e propone il “Piano Joseph Zen”







