venerdì, Aprile 24, 2026

Una immersione nei colori e nei profumi di piante e fiori, guardando alle tecnologie ambientali

“Verde speranza”, speranza intesa non come attesa ma come aspirazione e stimolo, è il tema di quest’anno di Floracult 2026, la mostra mercato di primavera, ospitata dal 24 al 26 aprile nella suggestiva cornice dei Casali del Pino, nella zona de La Storta a Roma. Verde come le centinaia e centinaia di specie botaniche presentate in questo che è uno degli appuntamenti più rilevanti nel panorama del florovivaismo italiano, il quale ha saputo evolversi con gli oltre 170 espositori, dalla botanica alla presentazione delle nuove tecnologie ambientali per un futuro nuovo, sostenibile e fortemente legato alla natura. Una occasione per passeggiare in questo angolo del parco di Veio in cui di suo crescono 730 specie floristiche, tra collezioni botaniche rare, arredi da esterni, artigianato di qualità, oggettistica vintage e progetti per la creatività sostenibile. Una intuizione nata 15 anni fa dalla passione della imprenditrice agricola Ilaria Venturini Fendi proprio per offrire un panorama completo sul mondo dei fiori, dei giardini e dei terrazzi. Ma ora, a completare l’esperienza, ecco un ricco programma di laboratori, installazioni, esperienze culturali e ludiche, incontri con ricercatori e artisti di fama internazionale. Tra gli altri sarà presentato il robot Pepper, realizzato da Robotics Lab dell’Intesa San Paolo Innovation Center, con il quale i visitatori potranno interagire. Un passo che lega la semplicità della natura ad inimmaginabili scenari futuri. Ma Floracult è anche cultura. Nell’ambito della mostra saranno presentati due libri legati da una storia in comune: “Il viaggio degli Agrumi in Italia” di Alberto Tintori, un interessante volume con percorsi, curiosità di cultivar regionali coltivati a scopo ornamentale rifacendosi ad una tradizione rinascimentale toscana e “Vignanello, il castello, la sua terra, la sua storia, i suoi giardini” curato da Claudia Ruspoli, storia del castello Ruspoli dei suoi giardini e dell’agrumeto che ha ritrovato l’antico splendore. Nei prati della mostra sarà possibile vivere la magia del volo: esperienze immersive in parapendio e deltaplano con visori 3D. In programma anche prove di decollo per grandi e piccoli e spettacolari voli eseguiti dagli istruttori dell’associazione Prodelta. Botanica come spettacolo. Quest’anno le curiosità botaniche capaci di incuriosire il visitatore saranno essenzialmente cinque, una collezione di Felci Arboree. Tenaci sopravvissute di un passato preistorico, queste piante un tempo vissute come spontanee ed invasive, trovano ora sempre maggior elegante valorizzazione in cortili urbani e giardini mediterranei. Saranno presenti numerose specie sia del gruppo delle Cyatheaceae che delle Dicksoniaceae. Poi una bellissima collezione di Glicini, rampicanti longevi e vigorosi dalla spettacolare fioritura primaverile a grappolo, tra le varietà più interessanti il W. Brachbotrys “Showa Beni” che raggiunge altezze fino ai 20 metri e fioritura rosa pastello, il W.floribunda “New Blue Fountain” dai fiori lunghi anche 50 cm. Infine a Floracult un’attenzione particolare è dedicata ai giardini a bassa manutenzione, non mancheranno le Salvie, anche quelle autoctone introvabili e resistentissime alla siccità, come la Salvia, o la Salvia Clandestina, una piccola salvia erbacea che ben tollera il calpestio dando vita a prati fioriti di un celeste intenso e ancora una ricca collezione di Lavande tra cui la Lavanda Stoecas Bandera, una novità, con spighe viola sovrastate da fiori rosa porpora. Non possono mancare le piante esotiche, le formidabili Calanthe, orchidee provenienti dall’estremo oriente, da coltivare all’aperto tutto l’anno in posizione ben ombreggiata.

 

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