Operazione ad ampio raggio lungo il litorale di Anzio, dove la Capitaneria di Porto ha sequestrato sette reti da pesca non segnalate, stese abusivamente sia in mare che in prossimità della costa. Un intervento mirato a tutelare l’ecosistema marino, la legalità e la sicurezza dei bagnanti, proprio mentre si avvicina la stagione estiva. L’azione, condotta con pattugliamenti via mare e controlli via terra, rientra nel rafforzamento delle attività di vigilanza lungo il litorale laziale. I militari hanno individuato e rimosso attrezzature illegali per una lunghezza complessiva di circa 10mila metri: dieci chilometri di reti sottratte al mare e a un utilizzo irregolare. Secondo quanto emerso, si trattava di vere e proprie “reti fantasma”, prive delle segnalazioni obbligatorie previste dalla normativa. In molti casi erano posizionate a pochi metri dalla riva, senza boe o riferimenti visibili, rendendosi di fatto invisibili sia ai diportisti sia a chi frequenta il mare per svago o attività sportiva.Una presenza tanto pericolosa quanto difficile da individuare. Queste reti, spiegano gli operatori, rappresentano trappole silenziose: possono intrappolare indiscriminatamente pesci, specie protette e esemplari sotto misura, alterando gli equilibri dell’ecosistema e compromettendo la riproduzione delle risorse marine. Ma il rischio non riguarda solo l’ambiente. Con l’arrivo dei primi bagnanti, la presenza di attrezzi non segnalati in prossimità della battigia costituisce un pericolo concreto per la sicurezza. Restare impigliati in una rete sommersa, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o con mare mosso, può infatti avere conseguenze anche gravi. L’operazione della Capitaneria si inserisce in un più ampio dispositivo di controlli intensificati in vista dell’estate, con l’obiettivo di garantire coste più sicure e contrastare fenomeni di illegalità diffusa lungo il litorale. Un’attività destinata a proseguire nelle prossime settimane, anche alla luce dell’aumento previsto delle presenze turistiche.






