Donald Trump e i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sono scettici sull’offerta dell’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz e sospendere le trattative sul nucleare. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. La Casa Bianca continuerà a negoziare con Teheran e probabilmente presenterà la sua risposta e le sue controproposte nei prossimi giorni. Anche se l’offerta iraniana non è stata respinta categoricamente, Trump e i suoi consiglieri sono dubbiosi sull’azione in buona fede dell’Iran e sull’intenzione di Teheran di mettere fine all’arricchimento dell’uranio e impegnarsi a non sviluppare l’arma nucleare. l ministro della Difesa russo Andrei Belousov ha avuto colloqui in Kirghizistan con il viceministro della Difesa iraniano Reza Talaei-Nik. Lo riporta l’agenzia di stampa Tass.
Belousov ha ribadito la posizione della Russia, secondo cui la guerra con l’Iran dovrebbe essere risolta esclusivamente per via diplomatica, e si è detto fiducioso che Mosca e Teheran continueranno a sostenersi a vicenda. Talaei-Nik si è recato anche in Bielorussia, uno dei piu’ stretti alleati della Russia, dove, secondo il ministero della Difesa bielorusso, avrebbe discusso della situazione in Medio Oriente con il Ministro della Difesa Viktor Khrenin. Il ministero, citato dall’agenzia di stampa statale BelTA, ha affermato che i due hanno concordato sul fatto che l’unica via per risolvere il conflitto sia “un ritorno alla sfera di una soluzione politico-diplomatica e l’intensificazione del processo negoziale”.
La dichiarazione del ministero afferma che l’incontro “ha confermato il reciproco interesse di Minsk e Teheran per un ulteriore approfondimento della loro interazione congiunta”. A Mosca, il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi e ha elogiato il popolo iraniano per aver lottato per mantenere la propria indipendenza di fronte alle pressioni di Stati Uniti e Israele, confermando il pieno sostegno di Mosca a Teheran. Il vicepresidente americano JD Vance ha ripetutamente messo in discussione la descrizione della guerra in Iran fornita dal Dipartimento della Difesa, nonché l’ipotesi che il Pentagono abbia sottostimato quello che appare come un drastico esaurimento delle scorte missilistiche statunitensi. Lo riporta The Atlantic citando alcune fonti, secondo le quali Vance ha espresso dubbi sull’accuratezza delle informazioni fornite dal Pentagono in merito alla guerra. Il vicepresidente Usa ha espresso anche preoccupazione riguardo all’esaurimento di alcuni tipi di munizioni. Vance si sarebbe rivolto direttamente a Donald Trump cercando però di non creare divisioni all’interno del governo. Il presidente iracheno Nizar Amedi ha nominato l’imprenditore Ali al-Zaidi primo ministro designato, dopo che questi ha ottenuto l’appoggio della principale alleanza sciita, a seguito del ritiro della candidatura di Nouri al-Maliki sotto la pressione degli Stati Uniti.
Il presidente ha “incaricato Ali al-Zaidi, candidato del blocco parlamentare più numeroso, di formare il nuovo governo”, che dovrà poi essere approvato dal parlamento, ha dichiarato la presidenza in un comunicato. Il Coordination Framework, alleanza di fazioni sciite che detiene la maggioranza in parlamento, aveva appena annunciato di aver “scelto Ali al-Zaidi” come proprio candidato alla carica di primo ministro. A gennaio, Donald Trump aveva minacciato di ritirare ogni sostegno a Baghdad se Nouri al-Maliki, ex premier e considerato vicino all’Iran, fosse tornato al potere. Considerato una figura di compromesso, Zaidi è poco conosciuto negli ambienti politici. Uomo d’affari, banchiere e proprietario di un’emittente televisiva, non ha mai ricoperto una carica governativa. Secondo la legge, Zaidi ha 30 giorni di tempo per formare un governo prima che il Parlamento ne confermi la nomina con un voto.







