sabato, Maggio 2, 2026

Trump; “Dire che non stiamo vincendo in Iran è tradimento”. E boccia la nuova proposta di Teheran. Via dalla Germania 5mila soldati Usa

“Dire che gli Stati Uniti non stanno vincendo la guerra in Iran è tradimento”. Lo ha detto Donald Trump.  “Mi piace finire prima un lavoro. Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi” a Cuba. Il presidente ha quindi spiegato che gli Stati Unti prenderebbero il controllo di Cuba quasi “immediatamente”. “Siamo in una guerra perché non possiamo permettere a dei pazzi di avere l’arma nucleare, Non possiamo consentire all’Iran di avere il nucleare”. Lo ha detto Donald Trump, assicurando che porterà a termine correttamente il conflitto e l’accordo. “Se non avessimo agito Israele sarebbe stato fatto a pezzi, il Medio Oriente sarebbe stato fatto a pezzi e penso anche l’Europa”, ha aggiunto il presidente spiegando che si sarebbe atteso un calo dei mercati finanziari del 25% e prezzi del petrolio ben più alti di quelli attuali. Gli Stati Uniti non metteranno fine alla guerra con l’Iran “prematuramente”, senza aver raggiunto gli obiettivi prefissati. Lo ha affermato il presidente Usa, Donald Trump, parlando dalla Florida. “Non ci stanno offrendo il tipo di accordo che dobbiamo avere. Porteremo a termine questa questione nel modo giusto. Non ce ne andremo prima del tempo, rischiando che questo tipo di problema si ripresenti tra tre anni”, ha dichiarato il capo della Casa Bianca. Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5.000 soldati dalla Germania entro il prossimo anno. Lo ha reso noto il  Pentagono. “Prevediamo che il ritiro venga completato nell’arco dei prossimi sei-dodici mesi”, ha dichiarato in una nota il portavoce del Pentagono, Sean Parnell. Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato l’approvazione della vendita di sistemi missilistici terra-aria Patriot al Qatar per un valore superiore ai 4 miliardi di dollari.   L’emirato era stato oggetto di attacchi da parte dell’Iran durante il conflitto scoppiato a fine febbraio. Washington ha inoltre autorizzato forniture di armamenti a Israele e agli alleati regionali Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Rischio sanzioni per chi paga all’Iran il pedaggio per il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. È l’avvertimento lanciato dal dipartimento del Tesoro Usa che in una nota ha sottolineato di essere “a conoscenza delle minacce iraniane alla navigazione e delle richieste del pagamento di un ‘pedaggio’ per ottenere il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz”. “Tali richieste possono includere diverse opzioni di pagamento”, anche sotto forma di presunte “donazioni di beneficenza” verso enti iraniani. Washington ha messo in guardia “cittadini statunitensi e non sul rischio di sanzioni derivante dall’effettuare pagamenti al regime iraniano o dal richiedere garanzie al regime iraniano per il passaggio sicuro”. “Tali rischi sussistono indipendentemente dal metodo di pagamento”, ha sottolineato l’Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Tesoro. Il blocco dei porti è costato all’Iran 4,8 miliardi di dollari. È la stima del Pentagono, secondo quanto riportato da Axios. Il Dipartimento della Difesa, il blocco ha precluso a Teheran quasi 5 miliardi di ricavi petroliferi: da quando è iniziato il 13 aprile, le forze americane hanno respinto 40 navi che hanno cercato di attraversarlo. In totale 31 petroliere cariche di 53 milioni di barili di greggio sono bloccate nel Golfo e hanno un valore di 4,8 miliardi.

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