A Ladispoli è tutto pronto, almeno sulla carta. I box sono stati ultimati e tirati a lucido, il chiosco per la vendita del pescato è completato da tempo e anche il nuovo nome – Porto San Giuseppe, che sostituisce lo storico Porto Pidocchio – segna un cambio di identità per l’area. Eppure, nonostante i lavori conclusi e le aspettative cresciute negli ultimi mesi, l’inaugurazione continua a slittare. Una situazione che sta generando malcontento tra pescatori e operatori del settore, costretti a lavorare ancora in condizioni precarie. A farsi portavoce del disagio è Gianpaolo Agrestini, storico pescatore del circolo professionistico Marco Polo, che descrive una quotidianità fatta di adattamenti e difficoltà. «Sono mesi che aspettiamo questa inaugurazione che sembra non arrivare mai – racconta –. Continuiamo a cambiarci nelle nostre macchine, arrangiandoci come possiamo». Un’immagine che restituisce chiaramente il divario tra le strutture realizzate e la loro effettiva fruibilità. Il problema non riguarda solo il comfort degli operatori, ma anche aspetti fondamentali legati al lavoro. «Anche quando il pescato è abbondante, non abbiamo un luogo adeguato dove conservarlo – aggiunge – perché le celle frigorifere non sono ancora disponibili». Una criticità che incide direttamente sulla gestione del prodotto e, di conseguenza, anche sulla qualità e sulla possibilità di valorizzarlo al meglio. Il ritardo nell’apertura della struttura, dunque, rischia di vanificare almeno in parte gli investimenti effettuati, lasciando il comparto in una fase di stallo proprio nel momento in cui potrebbe beneficiare di spazi più moderni e funzionali. Intanto, tra gli operatori cresce l’attesa per una data ufficiale che possa finalmente segnare l’avvio di una nuova fase per il porto. Una fase che, nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare un rilancio per la piccola pesca locale, ma che per ora resta ancora sospesa tra promesse e realtà.
Ladispoli, Porto San Giuseppe pronto ma senza inaugurazione: pescatori ancora in attesa







