domenica, Maggio 3, 2026

Papa Leone XIV: “La Chiesa italiana costruisca ponti e offra accoglienza”

Un forte richiamo alla missione in un tempo di trasformazioni profonde è stato rivolto da Papa Leone XIV alla Chiesa italiana nel suo discorso ai dipendenti della Conferenza Episcopale Italiana. Il Papa ha sottolineato che servizio e appartenenza trovano compimento nella missione: “La Chiesa esiste per annunciare Cristo, costruendo ponti, instaurando legami, offrendo accoglienza e aiuto”. In un contesto segnato da cambiamenti nella famiglia, nel lavoro e nella trasmissione della fede, il Pontefice ha invitato a non chiudersi: “Viviamo in un’epoca di cambiamenti profondi il Signore ci chiede di non chiuderci in noi stessi e di non avere paura, ma piuttosto di spenderci generosamente”. L’obiettivo indicato alla Cei è dunque universale: “perché il Vangelo possa raggiungere e illuminare anche oggi ogni donna e ogni uomo, con le sue fatiche, domande e speranze”. L’udienza ai dipendenti della Cei e degli enti a essa collegati, come la Caritas italiana, ha consentito al Pontefice conoscere la realtà di un laicato impegnato in prima persona: “Il Signore benedica voi e il vostro lavoro le vostre famiglie specialmente i bambini, gli anziani, i malati”, ha salutato i 400 presenti nell’aula delle Benedizioni, poi l’affidamento alla Vergine Maria e ai santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, come segno di continuità con la tradizione spirituale italiana. Il Papa ha invitato a superare ogni approccio burocratico o distaccato, indicando uno stile profondamente evangelico. “La Sposa di Cristo non si può servire da spettatori, ma solo con l’amore di chi sa di appartenerle”, ha detto, richiamando un legame che nasce dalla fede e dalla comunione. Il Pontefice ha esortato i presenti a vivere il lavoro quotidiano come parte di una storia più grande: “Vi invito a vivere le vostre occupazioni quotidiane inseriti in un mistero, in una storia e in un progetto che vi precedono e vi superano”. Da tutto questo deriva anche uno stile concreto di relazione: “Questa consapevolezza deve modellare il vostro modo di percepirvi, di parlare, di ascoltare, di correggere, di sostenere”, ha aggiunto, indicando la necessità di ambienti di lavoro improntati a unità, pazienza e umiltà. Un passaggio che ha posto l’accento su una vera e propria “cultura ecclesiale” del lavoro, capace di rendere visibile il Vangelo anche nelle dinamiche quotidiane degli uffici.

 

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