Al centro della vicenda c’è il tema, particolarmente delicato, del sostegno scolastico e dell’assistenza agli studenti con bisogni educativi specifici, ambito sul quale sono intervenute le recenti ordinanze del Tribunale, ribadendo la necessità di garantire servizi adeguati e conformi ai diritti degli alunni. Nel primo provvedimento, il giudice ha parlato in modo esplicito di “cessazione del comportamento pregiudizievole”, individuando come soluzione concreta l’incremento delle ore di sostegno didattico e di assistenza specialistica, ritenute insufficienti rispetto alle reali necessità del minore coinvolto. Nel secondo caso, oltre alla definizione puntuale delle ore di supporto da assicurare, è stata disposta anche la condanna del Comune al pagamento delle spese legali, elemento che evidenzia ulteriormente la rilevanza della decisione assunta in sede giudiziaria. A seguito di tali pronunce, e con la delibera recentemente approvata, l’amministrazione comunale ha conferito mandato agli uffici competenti di individuare un legale esterno a cui affidare la gestione del contenzioso, non essendo l’ente dotato di un proprio ufficio di avvocatura interna. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio che richiama l’attenzione sull’effettiva applicazione delle misure di inclusione scolastica e sulla necessità di assicurare risposte tempestive e adeguate alle esigenze degli studenti più fragili.







