La sicurezza stradale non si insegna solo sui banchi di scuola, ma si impara vivendo la realtà quotidiana di chi, per mestiere, ogni giorno lavora per tutelare la nostra incolumità. È con questo spirito che ha preso ufficialmente il via, presso la Prefettura di Roma, l’edizione 2026 di «Giovani On the Road», il progetto socioeducativo promosso dall’associazione Ragazzi On the Road APS sotto l’egida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dell’Interno. Per la prima volta la Capitale ospita questo format unico, che punta a trasformare la teoria in esperienza diretta. Protagonisti sono 32 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 16 e i 20 anni. Per una settimana, questi giovani – provenienti da vari istituti scolastici romani o inseriti in percorsi di responsabilizzazione – affiancheranno gli operatori in pattuglia, nelle centrali operative e sul territorio. L’obiettivo è chiaro: far toccare con mano le dinamiche degli interventi di prevenzione e soccorso, osservando dall’interno come operano le istituzioni. Dall’Arma dei Carabinieri alla Polizia di Stato, dalla Guardia di Finanza alla Polizia Locale, fino ai Vigili del Fuoco, al NUE 112 e alla Guardia Costiera: i ragazzi collaboreranno con tutte le componenti del sistema di sicurezza cittadino. Il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha sottolineato l’alto valore educativo dell’iniziativa: «Vedere dall’interno il funzionamento del sistema di sicurezza consente di comprendere concretamente il valore del lavoro svolto dalle donne e dagli uomini dello Stato. È un percorso che orienta verso comportamenti responsabili e rafforza il rapporto di fiducia tra cittadini e Istituzioni». Dello stesso avviso il fondatore dell’associazione, Alessandro Invernici, che definisce il progetto come un’arma di prevenzione reale: «Roma è un contesto complesso e la cronaca ci ricorda quotidianamente che serve intervenire prima. La prevenzione non si racconta, si vive. E può salvare vite». Il progetto non mira solo a formare i giovani, ma a creare un ponte autentico tra le nuove generazioni e le istituzioni. Grazie all’approccio peer-to-peer (i ragazzi sono affiancati anche da chi ha già vissuto l’esperienza in passato), i partecipanti impareranno cosa significhi realmente il senso di responsabilità. Come afferma Egidio Provenzi, presidente di Ragazzi On the Road APS: «Si tratta di prevenzione concreta, reale: un progetto salvavita che mira a intercettare comportamenti a rischio prima che si trasformino in conseguenze irreversibili». La settimana di attività si concluderà con un incontro finale in Prefettura, dove i ragazzi restituiranno quanto appreso, portando con sé un bagaglio di esperienza che, si spera, contribuirà a rendere le strade e la città di Roma luoghi più sicuri e consapevoli.







