Si è conclusa la giornata delle audizioni di Paola e Stefania Cappa, le cugine di Chiara Poggi, convocate come testimoni (quindi con l’obbligo di rispondere) nell’ambito della nuova indagine della Procura di Pavia sull’omicidio di Garlasco. La caserma carabinieri Montebello di Milano fin da questa mattina è stata presidiata da giornalisti, ma nessuno ha visto entrare le gemelle. Paola Cappa, la cui audizione era prevista questa mattina alle 10, potrebbe essere entrata e uscita in modo riservato dal grande complesso militare che occupa un intero isolato. Attorno alle 16.30 si è conclusa l’audizione di Stefania Cappa, arrivata presumibilmente intorno alle 13.30. In una nota gli avvocati Antonio Marino, Gabriele Casartelli e Valeria Mettica hanno fatto sapere che le gemelle Cappa “hanno reso sommarie informazioni testimoniali” (circa 35 minuti, ndr) ai carabinieri di Milano, su delega della procura pavese. “In occasione delle audizioni, entrambe di breve durata, le nostre assistite hanno rinnovato lo spirito collaborativo manifestato sin dall’inizio delle indagini nel rispetto dell’autorità inquirente”, si legge. Marco Poggi, fratello della vittima, verrà sentito domani a Venezia, lo stesso giorno della convocazione dell’indagato Andrea Sempio – che non risponderà alle domande del pm – a Pavia. I tre testimoni erano stati convocati tutti per lo stesso giorno (mercoledì 6), ma per un impegno delle due sorelle la loro deposizione è stata anticipata. Le gemelle, diventate famose per un fotomontaggio lasciato davanti alla villetta di via Pascoli a Garlasco, sono state sentite per capire se Chiara Poggi fosse stata vittima di avance, un approccio sessuale rifiutato che è il movente contestato all’indagato Andrea Sempio dalla Procura di Pavia. Due giorni dopo l’omicidio, il 15 agosto 2007, Paola Cappa riferì ai carabinieri di sospettare di un ragazzo, che la cugina respingeva, parlando di un “approccio finito male”. Stefania, che nell’estate del 2007 frequentava in modo più costante la ventiseienne, potrebbe essere a conoscenza di segreti mai emersi in 18 anni. Nessuna delle poche amiche della vittima ha mai riferito di ragazzi molesti, nè il cellulare o le mail di Chiara Poggi hanno restituito riscontri in questo senso. Marco Poggi, invece, – a differenza delle cugine è già stato sentito due volte in questa nuova indagine – potrebbe spiegare (sempre come testimone) i rapporti tra la sorella Chiara e l’amico Andrea Sempio, così come potrebbe dover rispondere del contenuto dei video intimi, protetti da password, trovati nel computer di casa. La perizia sul punto ha escluso tracce di visualizzazione di questi file – un’altra recente consulenza della Procura potrebbe aver svelato altro – e già nella testimonianza resa nel 2007 Marco Poggi ha sostenuto che lui non ha mai visto quei contenuti. I video intimi, per chi indaga, potrebbero essere centrali nel movente contro Sempio. In ogni caso, domani Sempio “si avvarrà della facoltà di non rispondere”, annunciano, con una nota, i difensori, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti. I legali si riservano di chiedere loro l’interrogatorio dopo la chiusura dell’inchiesta, attesa a breve. La scelta è dettata dal fatto che le indagini “non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo”. La difesa ha quindi conferito incarico a “uno psicoterapeuta di redigere una consulenza personologica, tramite sottoposizione ai canonici test usualmente utilizzati (anziché ricorrere ai frammentari dati documentali del fascicolo)”. Il profilo personologico è una valutazione sintetica e strutturata delle caratteristiche psicologiche, emotive, cognitive e comportamentali di una persone. Si ottiene attraverso test e colloqui clinici, ed è fondamentale in ambito psicologico, clinico, forense e investigativo per individuare punti di forza, fragilità, tratti di personalità e potenziali disfunzioni. Contro Sempio c’è Il Dna compatibile (con la linea maschile) con quello trovato sulle unghie della vittima – per la perita Denise Albani è impossibile stabile se deriva da contatto diretto o trasferimento indiretto -; e l’impronta 33 lasciata, a dire di chi indaga, dall’assassino sulla scala dove la ventiseienne è stata ulteriormente colpita alla testa. Impronta che per i consulenti di Sempio non è attribuibile a lui. La Procura, che non ha ancora fornito l’orario in cui è avvenuto il decesso la mattina del 13 agosto 2007, sembra non credere all’alibi di Sempio, legato allo scontrino di un parcheggio di Vigevano, e sembra orientata – ritenendo che il delitto è nato da un rifiuto di fronte a delle avance sessuali – a inserire nella chiusura indagine anche le numerose chat a firma ‘Andreas’.







