A Ladispoli torna ad accendersi lo scontro sulla malamovida e sul diritto al riposo dei residenti. Tra musica ad alto volume fino a tarda notte, schiamazzi, viabilità in tilt e segnalazioni di degrado, il tema è approdato ancora una volta in consiglio comunale, dove a far discutere sono state le parole della consigliera di Fratelli d’Italia Franca Asciutto: «Ogni cittadino ha la possibilità di risolvere il proprio problema», anche attraverso l’installazione di pannelli fonoassorbenti e infissi adeguati contro “l’invasione” di rumore proveniente dall’esterno. Il dibattito si è riacceso con l’avvicinarsi della stagione estiva, già anticipata dai lunghi ponti di Pasquetta, 25 aprile e Primo Maggio. Giorni durante i quali, secondo numerosi residenti del centro urbano e della zona nord della città, si sarebbero ripresentati i problemi già denunciati negli anni scorsi: musica sparata fino a notte fonda, vetri delle abitazioni che tremano, persone ubriache in strada, risse, traffico paralizzato e spazi pubblici lasciati nel degrado.
«Un locale si è trasformato in una discoteca a cielo aperto a pochi metri dalle abitazioni», denuncia pubblicamente un residente. «La musica è assordante, i ragazzi completamente brilli iniziano a fare a botte e molti urinano nei nostri cortili perché i bagni non bastano». Tra le segnalazioni più frequenti anche l’intervento di ambulanze per malori legati all’abuso di alcol. Una situazione che, per molti cittadini, rappresenta il ritorno di un copione già visto. Lo scorso anno diversi residenti si erano affidati a un legale per tutelare la propria tranquillità dopo mesi di polemiche sulla gestione della movida estiva. A distanza di tempo, però, le tensioni sembrano riaffiorare ancora prima dell’inizio ufficiale dell’estate.
In consiglio comunale il caso è tornato al centro del confronto politico grazie a una mozione presentata dall’opposizione, con primo firmatario il consigliere Angelo Catone. Tra le richieste avanzate, quella di dare seguito agli impegni assunti dall’amministrazione nel luglio 2024 in vista della nuova stagione estiva, a partire da controlli più stringenti sui livelli di rumore. Da anni, infatti, l’opposizione chiede l’utilizzo dei fonometri in dotazione alla Polizia municipale per monitorare il rispetto dei limiti di decibel previsti dalla normativa. Richiesta che, però, continua a scontrarsi con la carenza di personale serale, attivo solo in alcuni periodi di luglio e agosto.
Durante il dibattito, il sindaco Alessandro Grando ha ribadito che l’unico ente competente in materia di inquinamento acustico è Arpa Lazio e che il Comune può intervenire soltanto intensificando i controlli delle forze dell’ordine o emanando ordinanze specifiche in presenza di violazioni accertate. Ma a far discutere è stato soprattutto l’intervento della consigliera Franca Asciutto. «È vero che il rumore è un problema serio, soprattutto in una città che oggi si evolve», ha dichiarato, sottolineando come il disturbo alla quiete pubblica non dipenda soltanto dalla musica ma anche da «attività che lavorano e impianti sportivi vicini alle abitazioni». Da qui la riflessione che ha acceso la polemica: in una città «in continua crescita», secondo Asciutto, «ogni cittadino ha la possibilità di risolvere il proprio problema», adottando soluzioni come pannelli fonoassorbenti e infissi isolanti per difendersi dai rumori provenienti dall’esterno. Parole che hanno immediatamente alimentato il malcontento dei residenti, convinti che il problema non possa essere scaricato sui cittadini ma richieda controlli più severi e una regolamentazione efficace della movida estiva.
Ladispoli, esplode il caso malamovida: “Per difendersi dal rumore installate pannelli fonoassorbenti”







