Con una stretta di mano e uno scambio di baci, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario di Stato americano Marco Rubio si sono salutati nella Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, dove si è tenuto il loro incontro, durato circa un’ora e mezza. “Come stai?” ha chiesto Meloni al suo ospite, prima di posare per le foto davanti a giornalisti e fotografi. Rubio, poco prima, era stato accolto nel cortile d’onore dal consigliere diplomatico della premier, Fabrizio Saggio. Nella delegazione Usa c’è anche l’ambasciatore degli Usa in Italia, Tilman J. Fertitta. Il ministro degli Esteri statunitense è ora nella sede dell’Ambasciata americana in via Veneto. Rubio, presente l’ambasciatore degli Usa in Italia Tilman J. Fertitta, incontrerà i dipendenti e i famigliari dellemissioni diplomatiche statunitensi in Italia, presso la Santa Sede e le agenzie Onu a Roma, quindi terrà un punto stampa. Sul tavolo del colloquio tra Meloni e Rubio ci sono stati soprattutto la crisi iraniana e il nodo energetico. L’Italia, riferiscono fonti di governo, ha confermato la propria linea sullo Stretto di Hormuz: disponibilità a fornire cacciamine per eventuali operazioni di sminamento nell’area, snodo cruciale per il commercio internazionale, ma solo dopo il via libera del Parlamento e all’interno di una cornice internazionale condivisa. È probabile inoltre che Meloni abbia affrontato con Rubio anche il tema degli attacchi rivolti da Trump all’Italia, accusata dal capo della Casa Bianca di non aver garantito un sostegno adeguato sul dossier iraniano. Il presidente americano aveva addirittura ipotizzato un parziale ridimensionamento della presenza militare statunitense nelle basi italiane. Tra i dossier sul tavolo probabilmente anche il Libano e il futuro della missione Unifil. A Roma per una due giorni, il segretario di Stato Usa è reduce da un incontro alla Farnesina col ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il colloquio è durato circa un’ora. In agenda, come riporta in una nota la Farnesina, un confronto sui principali temi dell’agenda internazionale e il rafforzamento dei rapporti Italia-USA. Al centro, la guerra in Iran, la crisi nello Stretto di Hormuz e le iniziative per la libertà di navigazione, il cessate il fuoco tra Libano e Israele e il disarmo di Hezbollah, il futuro post-UNIFIL, l’Ucraina e la transizione in Venezuela e a Cuba. “Visto che ci veniva raccontato che aveva degli antenati italiani, originari di Casale Monferrato, il segretario di Stato ci ha dato i nomi e il sindaco di Casale Monferrato, insieme al presidente della Regione Piemonte con la Curia casale, hanno trovato la storia della sua famiglia di parte italiana” ha raccontato il ministro degli Esteri nel consegnare al segretario di Stato americano il documento che ricostruisce le sue origini piemontesi. “C’è la storia della tua famiglia” ha aggiunto. Alla consegna hanno partecipato anche il presidente Alberto Cirio e il sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra. “È stata una notizia meravigliosa per noi apprendere che è di origine piemontese e sono qui per darle il benvenuto insieme al mio assessore regionale alla Sanità e al sindaco di Casale Monferrato” ha detto il governatore Cirio, rivolgendosi al segretario di Stato Marco Rubio, durante la consegna del documento. Oggi, ha aggiunto Cirio, sono stati portati “i documenti della ricerca che abbiamo condotto negli archivi comunali ed ecclesiastici che certificano la sua storia familiare. Le sue origini piemontesi sono per me un grande onore. Ne siamo molto orgogliosi, perché il legame di amicizia e gratitudine che il Piemonte ha con gli Stati Uniti d’America è forte e solido. Perciò, vorremmo averla come nostro ospite in Piemonte, perché il Piemonte è la sua casa”. Il sindaco di Casale Monferrato ha rinnovato l’invito a Rubio.
Rubio alla Farnesina incontra Antonio Tajani, poi bilaterale con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi







