domenica, Maggio 10, 2026

Caso Garlasco, per la prima volta Alberto Stasi vede le carte dell’inchiesta su Sempio

Alberto Stasi ha visionato per la prima volta le oltre 300 pagine dell’informativa dei Carabinieri di Milano sull’inchiesta di Pavia che indica Andrea Sempio come unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi. Accompagnato dalla sua avvocata Giada Boccellari, Stasi, in semilibertà, ha letto gli atti che ribaltano la sentenza di condanna definitiva a suo carico: i soliloqui di Sempio in auto («Quando sono andato via il sangue c’era»), i diari con appunti su Stasi, i video intimi di Chiara e Alberto visti da Sempio, le nuove perizie su impronte e Dna, e le criticità emerse sulla prima indagine. Stasi è rimasto colpito soprattutto dalle intercettazioni e dalle ricostruzioni che lo scagionano. La difesa annuncia l’accelerazione massima per la richiesta di revisione del processo: «Ha una speranza sempre più concreta». Un momento storico dopo 19 anni di battaglie giudiziarie. Intercettazioni mai diffuse, captate un anno fa, un mese dopo la riapertura dell’inchiesta, degli audio dove Andrea Sempio parla da solo mentre guidava nella sua auto, e incisi ancora una volta da una “cimice” messa nella sua auto a distanza di otto anni, ma stavolta, secondo la Procura di Pavia e i carabinieri, quelle frasi sconnesse e inedite, inchioderebbero (questa la tesi della Procura, ed oggetto di disanima), assieme a una serie di elementi già venuti a galla, l’ex commesso 38enne. Parole carpite ma anche decine di pagine scritte di suo pugno in cui, in sostanza, racconta la sua esistenza e in cui ammette “di averne passate tante” e di avere “fatto cose brutte”. Un flusso di coscienza andato avanti per anni e dal quale è possibile anche definire – almeno questo lo spirito che si evince dall’informativa dei Carabinier – il profilo psicologico di Andrea Sempio. Dalle carte dell’indagine sul caso Garlasco in cui il 38enne è accusato dell’omicidio volontario di Chiara Poggi, emergono gli elementi che secondo gli inquirenti hanno “innescato” il movente del delitto. Nella informativa finale dei carabinieri viene definito il perimetro dell’aggressione, la cui ‘scintilla’ sarebbe legata a quei video “intimi, espliciti, tra Alberto Stasi e Chiara” che Sempio ebbe modo di visionare facendo scattare in lui – secondo l’accusa – “l’infatuazione, la probabile prospettiva sessuale proiettata sulla ragazza”. Nell’atto degli investigatori sono citate una serie di intercettazioni ambientali in cui il commesso di un negozio di telefona torna su quanto avvenuto il 13 agosto del 2017. Parole ‘spezzate’, riferimenti alle “tre telefonate” fatte a casa Poggi, alla reazione di Chiara che con “lui non ci voleva parlare”. Un rifiuto che avrebbe fatto scattare la sua furia omicida e di cui parla in una intercettazione del 14 aprile dello scorso anno. In auto, in un lungo soliloquio, il 38enne non nasconde il disappunto per la reazione di Chiara definendola una “bella stronza”. Parlando del video, Sempio fa riferimento anche “ad una figura maschile” che sarebbe “stata a conoscenza del fatto che lui “lo avesse visionato ed addirittura ne potesse detenere una copia”. Parallelamente all’intercettazioni viaggia l’analisi effettuata su diari trovati a casa dell’uomo. I manoscritti vanno dal 2018 fino a poco prima della perquisizione del 14 maggio 2025. Si tratta di “un importante elemento di valutazione perché nonostante una spiccata propensione di Sempio – si legge nell’informativa – ad appuntare riflessioni e pensieri, la sua vita fino al 2017 sembra completamente scomparsa”. E’ come se avesse “rappresentato una barriera di consapevolezza entro la quale tutto quella che è la vita fino al| 2017 è totalmente rarefatta”.

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