“Non mi piace la loro lettera. È inappropriata. Non mi piace la loro risposta”. È quanto ha detto il presidente americano Donald Trump in una breve telefonata con Axios, in merito al responso dell’Iran sulla proposta USA di memorandum per chiudere la guerra. Trump si è tuttavia rifiutato di scendere nei dettagli sui contenuti della risposta stessa. Gli USA hanno atteso per giorni la risposta iraniana arrivata domenica. La Casa Bianca sperava che le posizioni di Teheran mostrassero ulteriori progressi verso un accordo, ma la reazione iniziale di Trump è sembrata indicare l’esatto contrario. “Per 47 anni gli iraniani ci hanno preso in giro, ci hanno fatto aspettare, hanno ucciso la nostra gente con le loro bombe piazzate lungo le strade, hanno represso le proteste e, di recente, hanno sterminato 42.000 manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro Paese, ora di nuovo grande. Non rideranno più!”. Lo ha scritto sul suo profilo Truth il presidente americano Donald Trump.Trump in un lungo post sul suo social ha detto che “L’Iran gioca con gli Stati Uniti e il resto del mondo da 47 anni (rinviare, rinviare, rinviare!)”. Poi “finalmente ha ‘fatto il colpo grosso’ quando Barack Hussein Obama è diventato presidente. Non solo è stato benevolo nei loro confronti, ma è stato fantastico: si è schierato apertamente dalla loro parte, abbandonando Israele e tutti gli altri alleati, e ha offerto all’Iran una nuova prospettiva di vita importante e molto potente”. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, arriverà a Pechino mercoledì sera per la sua visita in Cina. Ad annunciarlo la portavoce della Casa Bianca. La visita di Trump in Cina inizierà con una cerimonia di apertura giovedì mattina e si concluderà con un banchetto di Stato in serata, ha aggiunto la portavoce. Trump sembra voglia “esercitare pressioni” sul suo omologo cinese Xi Jinping durante il suo viaggio in Cina, mentre gli Stati Uniti cercano un accordo per porre fine alla guerra in Iran, ha riferito un funzionario statunitense. “Mi aspetto che il presidente eserciti pressioni”, ha detto il funzionario ai giornalisti a condizione di anonimato, sottolineando che il presidente degli Stati Uniti aveva già fatto pressione sull’Iran durante le sue recenti telefonate con il leader cinese. L’Iran ha inviato formalmente agli Stati Uniti una risposta articolata in più pagine alla proposta americana per porre fine alla guerra, offrendo concessioni significative sul programma nucleare e sullo Stretto di Hormuz, ma senza accettare alcune delle principali richieste di Washington. Lo riferisce il The Wall Street Journal, citando fonti informate. Secondo il quotidiano, Teheran si è detta pronta a diluire parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito e a trasferire il materiale restante in un Paese terzo, non negli Stati Uniti. L’Iran avrebbe tuttavia chiesto garanzie che tale uranio venga restituito qualora i negoziati dovessero fallire. La Repubblica islamica avrebbe inoltre manifestato disponibilità a sospendere l’arricchimento dell’uranio, ma per un periodo inferiore ai vent’anni richiesti dagli Stati Uniti. La risposta iraniana, sempre secondo le fonti del Wall Street Journal, esclude lo smantellamento degli impianti nucleari e non soddisfa pienamente le richieste americane relative a impegni vincolanti sul futuro del programma atomico e sul destino delle scorte di uranio altamente arricchito. Il documento prevede inoltre l’avvio, entro i prossimi 30 giorni, di negoziati specifici sulle questioni nucleari. Sul piano regionale, Teheran avrebbe proposto la cessazione dei combattimenti e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz in parallelo alla revoca del blocco navale e delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti. Secondo le fonti citate, la risposta iraniana lascia ancora alcune lacune e non risolve completamente le questioni considerate centrali da Washington, ma rappresenta comunque un passo importante verso una possibile intesa. I prezzi del petrolio salgono nelle contrattazioni sui mercati asiatici in scia al mancato accordo con l’Iran sulla proposta di pace elaborata da Washington, con la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz, in gran parte chiuso, che mette a rischio le forniture energetiche globali: il WTI guadagna il 3,50%, a 98,76 dollari, mentre il Brent sale del 3,45%, a 104,78 dollari al barile. Le autorità iraniane hanno rilasciato su cauzione Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace 2023, la quale è stata trasferita a Teheran per ricevere cure mediche, ha annunciato oggi la sua fondazione. Dopo dieci giorni di ricovero a Zanjan, nel nord dell’Iran, dove stava scontando la sua pena, le “è stata concessa la sospensione della pena in cambio di una cospicua cauzione”, ha dichiarato la sua fondazione in un comunicato. Narges Mohammadi è stata trasferita in ambulanza in un ospedale di Teheran “per essere curata dalla sua équipe medica”,
Il presidente Trump boccia la risposta di Teheran, il petrolio risale







