“Il virus Andes è l’unico della famiglia degli hantavirus che si trasmette da persona a persona. I virus possono mutare nel tempo, ma al momento non ci sono motivi per pensare che questo sia mutato per diventare più trasmissibile. Ciò che stiamo osservando sia dal punto di vista epidemiologico che microbiologico suggerisce che il virus si stia comportando come di consueto”. Lo dichiara Andreas Hoefer, esperto di microbiologia ed epidemiologia molecolare durante un briefing alla stampa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Sono 11 i casi di Hantavirus finora segnalati e, di questi, nove sono confermati e due probabili, tre i decessi. Grave la paziente francese che respira con un polmone artificiale. Asintomatici i 27 rimasti a bordo della nave da crociera (25 membri dell’ equipaggio e 2 medici), diretta in Olanda, che arriverà domenica 17 maggio o lunedì 18 maggio. Una missione scientifica argentina si recherà a Ushuaia la prossima settimana, punto di partenza della nave Hondius, per cercare la possibile presenza di roditori portatori di hantavirus, nella speranza di ottenere risultati entro un mese. Lo ha annunciato oggi un’autorità sanitaria locale. “L’idea è di raccogliere campioni (dai roditori) la prossima settimana”, ha dichiarato alla stampa a Ushuaia Juan Petrina, direttore del reparto di epidemiologia della provincia della Terra del Fuoco, senza specificare quanti roditori dovranno essere catturati. Dopo l’analisi, “prevediamo che i risultati saranno pronti entro quattro settimane”, ha aggiunto. La città turistica di Ushuaia, da cui la nave da crociera è partita il 1° aprile dopo un focolaio di hantavirus, nega da due settimane di essere stata la fonte dell’infezione del primo passeggero. Secondo le autorità locali, l’hantavirus è assente dalla provincia da quando la sua notifica è diventata obbligatoria 30 anni fa. La Regione Calabria ha istituto una cabina di regia per il monitoraggio e la gestione di eventuali casi di Hantavirus. Nel decreto firmato dal dirigente generale del dipartimento Salute si legge che il rischio per la popolazione europea al momento è ritenuto molto basso, tuttavia “l’evoluzione del focolaio e le continue informazioni che pervengono riguardo ai casi e ai contatti, determinano la necessità di un monitoraggio continuo anche a livello regionale”. Secondo quanto stabilito la cabina di regia avrà la funzione di “coordinamento delle attività di prevenzione, sorveglianza e gestione dei casi, nonché di indirizzo agli enti del servizio sanitario regionale, mediante l’adozione di indicazioni operative uniformi di tutela della salute pubblica”. Le autorità sanitarie locali non escludono la possibilità di “dover gestire casi o contatti, sebbene siano stati segnalati in Italia solo pochi casi sporadici di infezione da Hantavirus, correlati a esposizione avvenuta all’estero o in aree transfrontaliere”. La cabina di regia dovrà operare in supporto del dipartimento Salute e Servizi Sanitari della Regione Calabria e sotto il coordinamento del dirigente generale, Ernesto Esposito. È composta dai direttori sanitari delle aziende sanitarie e ospedaliere, dai direttori dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie, dal direttore della struttura di microbiologia e virologia dell’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro, dal direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell’Umg di Catanzaro e dal direttore della scuola di specializzazione in malattie infettive e tropicali dell’Umg di Catanzaro. Il focolaio di hantavirus legato alla nave da crociera Mv Hondius, che ha richiesto una mobilitazione internazionale per arginare un eventuale rischio di allargamento dell’epidemia, sta accendendo il dibattito nella comunità scientifica e spinge un gruppo di esperti a lanciare un appello all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): alla luce di nuove minacce urge cambiare le strategie contro i virus respiratori e rivedere l’approccio al rischio di trasmissione aerea di questi patogeni. A scrivere sulla rivista scientifica ‘British Medical Journal’ (Bmj) è Don Milton (Università del Maryland), rinomato esperto a livello internazionale in virus a trasmissione aerea, insieme a colleghi del settore della salute pubblica. Gli esperti chiedono all’Oms di modificare la sua risposta standard ai virus respiratori emergenti: “Sebbene il rischio per la popolazione generale rimanga basso, stiamo assistendo alla trasmissione da persona a persona di un virus con un alto tasso di mortalità”, evidenzia Milton. “L’Hantavirus, allo stato attuale, non presenta le caratteristiche epidemiologiche del Covid-19 e non dobbiamo alimentare allarmismi impropri”. Lo afferma in una nota Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International. “Tuttavia, il tema vero è un altro: se in futuro emergesse un nuovo virus respiratorio altamente trasmissibile, l’Italia oggi sarebbe certamente più preparata rispetto al 2020, perché abbiamo strumenti, esperienza e un nuovo Piano pandemico aggiornato. Ma un piano, da solo, non basta. La vera tenuta si misura sulla capacità concreta del Servizio Sanitario Nazionale: personale, medicina territoriale, terapie intensive, sorveglianza epidemiologica e rapidità decisionale. La pandemia ci ha insegnato che nessun Paese può affrontare emergenze globali in isolamento. È giusto discutere il ruolo dell’OMS e migliorare i meccanismi internazionali, ma attenzione a non trasformare il confronto politico in diffidenza verso la cooperazione scientifica, che resta fondamentale nelle grandi emergenze sanitarie”, conclude Pregliasco.







