Il caso legato a Daniele Renda e alla sua presunta ineleggibilità in consiglio comunale entra con forza nel dibattito politico cittadino e, a pochi giorni dal voto, finisce per avvicinare e allo stesso tempo dividere le diverse forze impegnate nella corsa elettorale. A riaccendere il confronto è stata Maura Chegia, capolista di Alleanza Verdi e Sinistra e segretaria del circolo locale di Sinistra Italiana, che ha lanciato un appello pubblico rivolto a tutti i candidati sindaco chiedendo un impegno chiaro e preciso: rinunciare a un eventuale ricorso contro la sentenza del Tribunale di Civitavecchia che vede il Comune soccombente nei confronti di Renda, così da chiudere definitivamente il contenzioso e permettere al candidato, in caso di elezione, di sedere in consiglio comunale. Secondo Chegia, infatti, la permanenza della controversia giudiziaria rappresenterebbe l’unico vero ostacolo alla piena rappresentanza democratica di Renda. «Renda è vittima di un’ingiustizia dovuta a una carenza normativa, per cui chi subisce un danno riceve lo stesso trattamento di un condannato», ha dichiarato, sottolineando come la vicenda richieda una scelta politica oltre che amministrativa. L’appello ha rapidamente raccolto reazioni nel panorama politico locale. I candidati Rossi, Minghella e Gasparri hanno espresso una posizione favorevole, dichiarandosi disponibili ad affrontare la questione e a superare l’impasse istituzionale nel pieno rispetto delle norme vigenti, dopo aver esaminato la documentazione relativa alla causa. Un’apertura che, secondo i sostenitori dell’iniziativa, rappresenterebbe un segnale di attenzione nei confronti del diritto alla rappresentanza e della partecipazione democratica. Più netta e distante la posizione del candidato Marino, che ha invece respinto la proposta sostenendo che le questioni legali rientrano esclusivamente nelle competenze degli uffici comunali e precisando che, qualora eletto sindaco, non intenderebbe assumersi un ruolo diretto nella vicenda. Sul fronte delle risposte manca invece ancora una presa di posizione definitiva da parte di Manuelli, circostanza che Maura Chegia ha evidenziato criticamente. «Resta invece avvolto nel silenzio il candidato Manuelli – ha affermato – che, a sei giorni dalla richiesta e a ridosso del silenzio elettorale, non ha ancora fatto pervenire alcuna risposta». Una ricostruzione che tuttavia trova una precisazione: lo stesso Manuelli avrebbe richiesto la documentazione relativa al caso per poterla esaminare con attenzione prima di assumere una posizione pubblica. Intanto Chegia ha voluto ringraziare chi ha scelto di rispondere positivamente all’appello, ribadendo il valore politico della scelta proposta. Una vicenda che, oltre agli aspetti giuridici, continua ad alimentare un confronto più ampio sul rapporto tra regole, rappresentanza e responsabilità politica in una campagna elettorale sempre più accesa.
Civitavecchia, caso Renda al centro del dibattito politico: l’appello di Chegia divide i candidati sindaco







