Oltre tre ore di requisitoria per ricostruire un delitto definito dalla Procura “brutale” e chiedere il massimo della pena. Il Procuratore aggiunto Giuseppe Cascini ha chiesto l’ergastolo per Mark Samson, accusato dell’omicidio della studentessa ternana Ilaria Sula. Secondo l’accusa, Samson avrebbe agito con crudeltà, senza mostrare alcuna pietà neppure dopo il delitto, quando avrebbe abbandonato il corpo della giovane “come un rifiuto”. La Procura contesta all’imputato tre aggravanti: la premeditazione, i futili motivi e la relazione affettiva con la vittima. Al centro della requisitoria anche il profilo psicologico di Samson, descritto dalla pubblico ministero Maria Perna come una persona “abituata a mentire e manipolare”. “Bugiardo fino in fondo”, lo definisce la magistrata, ripercorrendo i comportamenti che, secondo l’accusa, avrebbero caratterizzato il rapporto con Ilaria. Dalla presunta doppia vita universitaria — quella dello studente modello che in realtà non sosteneva esami — fino al controllo ossessivo esercitato sulla ragazza. La pm parla di una sorveglianza continua, fatta di accessi ai social della giovane, password conosciute dall’imputato e persino episodi di pedinamento e controllo nella quotidianità della relazione. Secondo la ricostruzione dell’accusa, dopo aver ucciso Ilaria, Samson avrebbe utilizzato il cellulare della ragazza per simulare un allontanamento volontario, facendo credere ad amici e familiari che la studentessa si fosse allontanata con un ragazzo conosciuto casualmente per strada.La Procura definisce l’omicidio “un massacro”. Ilaria Sula sarebbe stata colpita con pugni e coltellate nella cameretta dell’imputato, nel quartiere Africano di Roma, la mattina del 26 marzo 2025, al termine di una lite. Una dinamica che lo stesso Samson avrebbe in parte confessato durante gli interrogatori. Dopo il delitto, il corpo della giovane sarebbe stato nascosto in un trolley e trasportato fino a un dirupo nella zona di Capranica Prenestina. “Ci ha messo cinque minuti per disfarsene”, ha sottolineato la pm Perna durante la requisitoria, evidenziando la freddezza mostrata dall’imputato nelle fasi successive all’omicidio. In aula Samson non era presente. Seduti invece davanti alla Corte i genitori di Ilaria, Flamur Sula e Gezime Sula, distrutti dal dolore mentre ascoltavano la ricostruzione degli ultimi momenti di vita della figlia. “Il vero ergastolo ce lo abbiamo noi”, ha detto il padre della ragazza al termine dell’udienza, sintetizzando il dramma umano che accompagna il processo.







