sabato, Giugno 6, 2026

Cuba, la portaerei americana Nimitz è nei Caraibi. Aumenta la pressione Usa sull’isola

Il Comando Sud degli Stati Uniti (Southcom) ha comunicato l’arrivo ieri nei Caraibi della portaerei a propulsione nucleare Nimitz e del relativo gruppo d’attacco. “Benvenuti nei Caraibi, Gruppo d’Attacco del Nimitz” ha postato su X il Southcom, responsabile delle operazioni in America Latina, Messico escluso. Si va sempre più intensificando, quindi, la campagna di pressione economica, politica e militare su Cuba da parte degli Stati Uniti. Risale a ieri l’incriminazione dell’ex presidente Raúl Castro per l’abbattimento di due aerei civili vicino alle coste cubane nel 1996. Notizia che è stata celebrata dal tycoon con entusiasmo: Trump si è detto infatti convinto che i cubani siano con lui e vogliano la “liberazione” dell’isola dal comunismo. “Stanno aspettando questo momento da 65 anni, quindi vedremo cosa succederà, ma nel frattempo dovremo aiutarli. Non hanno alcun modo di vivere. Non hanno cibo, non hanno elettricità, non hanno energia di alcun tipo. Ma hanno persone straordinarie, molte persone straordinarie” ha detto Trump, rassicurando sul fatto che “non ci sarà un’escalation”. Non credo che ce ne sia bisogno. Guardate, il Paese sta andando a rotoli. È un disastro, e hanno perso il controllo. Hanno davvero perso il controllo di Cuba” ha riaffermato il capo della Casa Bianca. Che non ha mai escluso in via definitiva una possibile azione militare. Eppure, nonostante le parole rassicuranti del tycoon, l’escalation è nei fatti e senza precedenti, realizzata con gesti eclatanti che dicono molto delle intenzioni dell’Amministrazione Trump. Oltre all’anziano fratello di Fidel, presidente dal 2008 al 2018, sono state incriminate cinque persone. L’accusa è di omicidio e cospirazione finalizzata all’uccisione di cittadini americani: l’episodio riguarda l’abbattimento di due aerei del gruppo di assistenza umanitaria “Brothers to the Rescue”, vicino alle coste dell’isola, avvenuto trent’anni fa. “Vogliamo che affronti la giustizia qui. C’è un mandato d’arresto e ci aspettiamo che si presenti volontariamente o per altre vie” ha detto il ministro della giustizia americano ad interim Todd Blanche. In caso di condanna, alcuni degli imputati rischiano la pena dell’ergastolo. Raul Castro, che il prossimo 3 giugno compirà 95 anni, rischia fino a cinque anni di reclusione per ognuno dei capi di accusa mossi nei suoi confronti per la distruzione degli aerei (in qualità di ministro della Difesa, ruolo che ha ricoperto per quasi 50 anni). Castro non ricopre più incarichi ufficiali, anche se gli esperti ritengono che continui ad avere un enorme potere soprattutto sulle forze armate. E anche se l’incriminazione di Castro appare un gesto simbolico, la mossa è destinata a far aumentare la pressione sull’isola. “Il tentativo di incriminazione è un’azione politica priva di fondamento giuridico” ha tuonato il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel. “È un circo che stanno allestendo per giustificare un’aggressione militare contro Cuba” ha rincarato la dose l’ambasciatore di Cuba presso l’Onu, Ernesto Soberon Guzman, parlando al New York Times. Intanto, per domani, è stata convocata dalle organizzazioni giovanili e studentesche cubane una manifestazione presso la storica Tribuna anti-imperialista José Martí a L’Avana. In campo l’Unione dei giovani comunisti (Ujc) e i movimenti studenteschi, per ribadire il sostegno alla leadership storica della Rivoluzione.

 

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