Onestà, competenza e concretezza. Sono queste le parole chiave con cui Stefano Marino, candidato sindaco sostenuto dalla lista civica Io Amo Santa Marinella, si presenta agli elettori con l’obiettivo dichiarato di rilanciare la città e voltare pagina dopo anni segnati da difficoltà amministrative e criticità irrisolte. Figura conosciuta sul territorio anche per la sua costante presenza sui social, dove da tempo denuncia problemi e disservizi cittadini, Marino punta a costruire un progetto amministrativo che metta al centro interventi concreti e soluzioni immediate. «Il mio obiettivo è riportare Santa Marinella alla normalità e poi guardare al futuro per far ritornare questa località ai vecchi fasti», spiega il candidato, tracciando una visione che parte dalle potenzialità strategiche del territorio. «Siamo una città a due passi dalla Capitale, vicina al porto crocieristico di Civitavecchia e all’aeroporto di Fiumicino: tutti elementi che possono favorire un turismo di qualità senza dimenticare i tanti romani che ogni estate scelgono il nostro litorale». Marino non risparmia critiche alle amministrazioni degli ultimi anni, individuando nelle passate gestioni una delle cause dell’attuale situazione cittadina. «Negli ultimi vent’anni Santa Marinella è degradata – afferma – tra dieci anni di governo di centrodestra che hanno lasciato un dissesto finanziario e sette anni e mezzo di centrosinistra conclusi con una sfiducia interna». Per il candidato, però, il rilancio non passa necessariamente da grandi opere o progetti faraonici. «Non servono grandi progetti, ma interventi quotidiani capaci di risolvere i problemi dei cittadini», sottolinea, indicando tra le priorità il miglioramento della pulizia urbana, il decoro della città e un rapporto diverso tra cittadini e uffici comunali. «Gli uffici non devono essere un muro di gomma, ma un punto di riferimento capace di aiutare le persone». Sul tavolo restano poi i grandi nodi storici della città, a partire dalle aree dell’ex Fungo, dell’ex cementificio e del ponte Valdambrini. «Questi tre progetti fermi da decenni rappresentano il simbolo del fallimento di Santa Marinella. Sono cattedrali nel deserto che raccontano una città rimasta ferma troppo a lungo», sostiene Marino, chiedendo una collaborazione tra istituzioni e soggetti privati per sbloccare iter e interventi. «Mi piacerebbe vedere tutte le forze politiche convergere sulla soluzione di questi problemi, superando burocrazia, ideologie e appartenenze, per chiudere finalmente questioni aperte da troppo tempo». Una proposta che punta a riportare il dibattito sui temi concreti dello sviluppo cittadino e della qualità della vita.
Titolo: Santa Marinella, Stefano Marino lancia la sfida: “Riportare la città alla normalità per guardare al futuro”







