Non una semplice commemorazione, ma un’occasione per riportare la memoria dentro il presente e trasformarla in uno strumento di riflessione civile. È questo il senso della conferenza-spettacolo “Magistrati: un ruolo difficile. Giudici o giudicati?”, ideata e diretta da Agostino De Angelis e ospitata nella Sala Mengarelli della Necropoli della Banditaccia in occasione del 23 maggio, anniversario della strage di Capaci. Una data simbolo che richiama immediatamente i nomi di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta uccisi nell’attentato del 1992, ma che nell’iniziativa ha assunto un significato più ampio, allargando lo sguardo a quei magistrati, servitori dello Stato e uomini delle istituzioni spesso meno presenti nella memoria collettiva. Ad aprire l’incontro è stato lo stesso De Angelis, che ha posto l’accento sulla necessità di andare oltre il ricordo di Falcone e Borsellino, sottolineando come nomi come Montalto o Terranova siano oggi poco conosciuti, soprattutto tra i più giovani, nonostante abbiano pagato con la vita il proprio impegno al servizio dello Stato. Da qui la scelta di ripercorrere una storia che intreccia Magistratura, Diritto e Repubblica italiana attraverso una formula ormai consolidata: quella della conferenza-spettacolo. Letture, interventi, immagini e filmati hanno accompagnato il pubblico in un percorso pensato non per trasformare il ricordo in rappresentazione, ma per renderlo più vicino, accessibile e capace di parlare anche a chi quegli anni non li ha vissuti direttamente. Un modo per tenere viva una memoria che, tra il passare del tempo e il rischio dell’oblio, continua a chiedere attenzione e consapevolezza.







