Nel colloquio tra Gian Andrea Benvenuto (Commissione per il Dialogo Interreligioso e Interculturale – Giornalisti Uffici Stampa Lazio) e Luciana Tironi (Segretaria Generale del Com.It.Es d’Egitto), emerge con chiarezza il ruolo sempre più strategico del Comitato degli Italiani all’Estero come mediatore culturale e sociale. Un organismo che, nelle parole di Tironi, non si limita a rappresentare la comunità italiana, ma lavora per rafforzare il legame storico tra i due Paesi, un rapporto che affonda le radici nella memoria collettiva e continua a evolversi attraverso nuove forme di cooperazione. Tironi sottolinea come la sfida principale sia abbandonare la logica dell’emergenza, troppo spesso dominante quando si parla di italiani all’estero. Per costruire una presenza solida e duratura, spiega, servono formazione, programmazione a lungo termine e un sostegno concreto ai progetti che favoriscono la coesione sociale. Un approccio che guarda non solo ai bisogni immediati, ma alla crescita complessiva della comunità, capace di inserirsi nel tessuto locale senza perdere la propria identità. Nel dialogo con Benvenuto, la Segretaria Generale richiama anche l’importanza di sostenere iniziative di carattere sociale ed economico, insieme a percorsi che favoriscano lo sviluppo delle dinamiche interreligiose, tema particolarmente sensibile in un Paese come l’Egitto, dove la convivenza tra culture e fedi diverse rappresenta una ricchezza ma anche una responsabilità. Il Com.It.Es, in questa prospettiva, diventa un attore che ascolta, interpreta e accompagna. Un punto di riferimento per gli italiani che vivono nel Paese e, allo stesso tempo, un interlocutore credibile per le istituzioni locali. Una funzione che, nelle parole di Tironi, richiede visione, continuità e la capacità di trasformare le relazioni storiche tra Italia ed Egitto in opportunità concrete per il presente e per il futuro.
L’intervista
Buongiorno Dottoressa, per iniziare, come opera il Com.It.Es. Egitto ed il Suo ruolo?
“Esso opera come presidio fondamentale per la comunità italiana, focalizzandosi su assistenza, integrazione e promozione sinergica del know-how italiano nei settori sociali ed economici ed io Sono Segretario Generale al secondo mandato 8 anni (4+ 4) Il Presidente è il Comm. Alberto Borchiellini”.
Partiamo subito dal tema centrale dell’articolo. Vuole farmi un esempio pratico e concretamente attivo?
“Attraverso strumenti come lo sportello d’ascolto di Alessandria e la collaborazione con la fondazione no-profit egiziana Efdet, il Comitato facilita l’inserimento professionale dei connazionali e favorisce il dialogo interculturale in un contesto di solida collaborazione con le istituzioni diplomatiche locali”.
Un riscontro operativo che avete già messo a regime?
“Muovendoci in questa cornice, abbiamo identificato istituti tecnici scolastici che hanno sviluppato rapporti con aziende italiane ed europee. Questa collaborazione ha fornito opportunità di esperienze lavorative dirette a studenti dotati e meritevoli. Inoltre, abbiamo individuato istituti che insegnano la lingua italiana con finalità professionali. Tutto ciò è mirato a creare un legame profondo e professionale tra Italia ed Egitto, proponendo una forza lavoro preparata e ricollocabile nelle aziende italiane e internazionali che, sempre più frequentemente, aprono realtà lavorative in Egitto”.
Dottoressa Tironi, qual è la vera novità introdotta da questo recente sviluppo? Può darmi anche un esempio in ambito formativo -lavorativo realizzato e tutt’oggi operativo?
“Questo specifico ambito di intervento ha avuto una strutturazione particolarmente solida ad Alessandria d’Egitto, con l’apertura, avvenuta nel 2024, di uno sportello d’ascolto, il quale prevede una presenza di tre volte alla settimana, generando una sinergia che sta dando ottimi risultati”.
Potrebbe individuare, e se vi sia stato, con il Vostro lavoro nel periodo dei due mandati, un punto di svolta nell’approccio alla funzione territorialmente istituzionale e praticamente?
“Fondamentale è il cambio di paradigma”.
Spieghiamolo meglio ai nostri lettori.
“Fino a ieri ci concentravamo solo sulla gestione del processo, mentre oggi la priorità assoluta è diventata la qualità e la sicurezza del dato finale. Questo ci permette di anticipare le criticità invece di subirle”.
Questa nuova metodologia secondo Lei può comportare qualche rischio di non sviluppo?
“Il rischio esiste sempre quando si innova, soprattutto nello sviluppo e dialogo, ma l’immobilismo è un rischio decisamente maggiore. Abbiamo implementato una serie di protocolli di controllo rigidi che corrono parallelamente allo sviluppo. In questo modo la velocità non compromette la solidità del progetto”.
Guardando ai prossimi mesi, quali saranno i passaggi chiave per consolidare questo risultato?
“Le fasi cruciali saranno tre: la formazione del personale, l’integrazione dei nuovi sistemi con le infrastrutture già esistenti e, infine, una fase di monitoraggio continuo aperta ai feedback degli utenti. Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza”.
Rimanendo sul tema dello sviluppo sociale e del dialogo interreligioso, l’Egitto mostra una forte identità comunitaria. Come si inseriscono i vostri progetti in questo tessuto sociale?
“Il progetto di sviluppo delle dinamiche interreligiose rientra in un più vasto quadro di lavoro che è facilitato dalla genuina fratellanza tra religioni che caratterizza il popolo egiziano: una nazione unita sotto un’unica bandiera. In questo contesto persiste lo “spirito faraonico” di un popolo fiero e unito”.
Come vedrebbe l’idea di collaborare per l’assistenza laica all’istituzione di un Tavolo Permanente per il Dialogo sia interreligioso per la Pace, che di Osservatorio per tutela delle precarietà sociali secondo la Carta delle Nazioni Unite ONU e FAO?
“Questo non è un’utopia ma il presupposto di un Umanesimo per una convivenza di sviluppo senza guerre. Sarebbe un privilegio essere ambasciatrice di un tale progetto”.
Per concludere, Dottoressa Tironi, qual è il bilancio della collaborazione con le altre istituzioni italiane presenti sul territorio?
“È doveroso rivolgere un ringraziamento alle autorità diplomatiche, che abbiamo trovato sempre pronte ad ascoltare le necessità dei connazionali. Parimenti, registriamo ottime relazioni con la Camera di Commercio Italiana in Egitto. Per il Com.It.Es. rimane fondamentale continuare a dare soluzioni e sostegno ai connazionali, rappresentando sempre con onore la nostra Italia”.







