sabato, Giugno 13, 2026

Panathlon Junior Roma: alla Fondazione Carol Ets il Premio Fair Play all’inclusione

Nella Sala dei Presidenti Coni, al Foro Italico, la Fondazione Carol Ets ha ricevuto il Premio Fair Play all’inclusione assegnato dall’Area 14 Lazio del Distretto Italia del Panathlon International su proposta del Panathlon Club Junior Roma.
A ritirare il riconoscimento è stata la fondatrice Diana Vitali insieme a sua figlia Carolina Pagani, da cui prende il nome la nuova fondazione subentrata all’associazione nota per quasi un ventennio come Sod Italia Aps. Tra i presenti anche Alberto Pietromarchi e Giulia Vignoni.
“Per aver ispirato sportive e sportivi di tutto il mondo a condividere la loro passione per il podismo e l’atletica leggera sostenendo la comunità globale delle malattie rare e delle persone con disabilità attraverso lo strumento innovativo della joëlette”. Questa la motivazione dell’onorificenza, che intende dare lustro alla visione e al successo del progetto Sod Italia Running Team, nato nel 2010 con l’obiettivo di combattere l’isolamento e la solitudine delle persone con disabilità attraverso lo sport inclusivo e di fare in modo che queste ultime vengano riconosciute come parte attiva della società e non più ai margini.
Diana Vitali e la sua famiglia, infatti, hanno trovato nello strumento della joëlette, una particolare carrozzina a una o due ruote inventata nel 1987 dalla guida alpina francese Joël Claudel per regalare una gita in montagna a suo nipote affetto da una malattia rara, un’opportunità concreta per creare un ponte tra il mondo della disabilità e gli altri.
Negli ultimi anni, partendo dalla Francia per arrivare poi in Italia, la joëlette è stata utilizzata per gare e maratone su strada. Di solito si corre in cinque, con quattro alfieri che trasportano il capitano o la capitana della squadra. L’equipaggio viene squalificato se qualcuno resta indietro e, di conseguenza, durante la corsa bisogna guardarsi e ascoltare l’un l’altro, correndo al passo del più lento.
“Dopo tanto tempo seduta sulla joëlette da capitana, adesso ho cominciato a correre per regalare la stessa opportunità che ho avuto io a chi non può camminare”, ha affermato Carolina Pagani tra gli applausi dei presenti.
Nel 2014 Sod Italia Running Team ha partecipato per la prima volta con una joëlette alla Corsa di Miguel, la manifestazione podistica simbolo della lotta contro il razzismo e della promozione dell’inclusione sociale. Con il passare degli anni il numero dei partecipanti è cresciuto così tanto che è nata una corsa nella corsa: la Miguel delle Joëlette è oggi una sezione dedicata della gara, con partenza separata e partecipazione non agonistica.
A consegnare il Premio Fair Play a Diana Vitali è stato il presidente del Panathlon Club Junior Roma, Lorenzo D’Ilario, accompagnato dai consiglieri Lucia Mitidieri e Alessandro Ventola e dal governatore dell’Area 14 Lazio Cesare Sagrestani.
“Esistono tanti sport paralimpici ma ci sono disabilità gravi che non riescono ad accedere a queste discipline, restando quindi escluse dalla partecipazione sportiva. La joëlette permette alle persone con disabilità non solo di partecipare ma anche di sentirsi atleti”, ha sottolineato Diana Vitali. “Nello sport italiano – ha proseguito la fondatrice – c’è tanta burocrazia in termini di iscrizioni e tesseramenti e, al contempo, ci sono lacune in tema di assicurazione. Bisogna fare squadra, anche dal punto di vista legislativo, per venire incontro alla soverchiante richiesta che ci arriva dalle famiglie”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Lorenzo D’Ilario, che ha aggiunto: “Mentre il Comitato Italiano Paralimpico e Special Olympics lavorano per rendere la persona con disabilità artefice del proprio gesto sportivo, la joëlette crea un’esperienza di condivisione ancora più ampia, in cui la persona con disabilità è fruitrice dell’esperienza e il gruppo di accompagnatori è il motore dell’azione. Tutti e tre i canali abbattono le barriere ma lo fanno attraverso modalità uniche e complementari tra loro. Per questo bisogna studiare un piano normativo e federale che valorizzi la specificità della joëlette e che risponda alle esigenze di tutte quelle categorie di disabilità che ad oggi sono escluse o non pienamente integrate nel mondo dello sport di base e paralimpico”.
Non potevano mancare, infine, una serie di testimonianze sulla Corsa di Miguel 2026, sulla cui medaglia è comparsa per la prima volta la joëlette. “Alla Corsa di Miguel si respira un’atmosfera incredibile che ci coinvolge e motiva a fare sempre di più – ha detto Lucia Mitidieri, che ha vinto la gara competitiva femminile nelle ultime tre edizioni della manifestazione –. Ci sono 15mila persone che corrono tutte nella stessa direzione e con gli stessi valori di inclusività e di lotta a qualsiasi forma di discriminazione. La joelette è proprio l’emblema di questa totale sinergia tra persone che si aiutano per arrivare tutte nello stesso punto e allo stesso traguardo, aspettando chi è più lento”.
“Gli organizzatori non ci vogliono solo per fare numero – ha aggiunto Alberto Pietromarchi, alfiere da oltre un decennio tra le fila del Sod Italia Running Team – ma si prendono cura di noi e, anche se corriamo a una velocità diversa e occupiamo tanto spazio, studiano il modo migliore per farci gareggiare insieme agli altri partecipanti”.

 

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