Prima si è perso il nome “Civitavecchia” dalla denominazione ufficiale, poi — almeno a giudicare dal cartellone — sembrano essersi ridotti anche i grandi nomi rispetto alle edizioni passate. Il Summer Festival 2026, presentato dall’amministrazione comunale come rassegna estiva alla Marina, nasce così già al centro di una polemica che non arriva solo dal dibattito politico, ma che si è rapidamente accesa anche sui social, alimentando un confronto acceso tra cittadini e addetti ai lavori. Al centro della discussione non c’è la presenza delle band locali, che anzi vengono riconosciute come una risorsa importante e un patrimonio artistico da valorizzare, quanto piuttosto la composizione complessiva del programma, giudicata da alcuni troppo sbilanciata su proposte esclusivamente territoriali. Il tema sollevato riguarda infatti la capacità della rassegna di attrarre pubblico esterno e di posizionarsi come evento di richiamo in una città come Civitavecchia, porto crocieristico e snodo turistico internazionale, che negli ultimi anni ha più volte rivendicato una vocazione sempre più orientata all’accoglienza e alla promozione culturale. Proprio per questo, secondo le critiche emerse, un cartellone quasi interamente locale rischierebbe di non essere sufficiente a sostenere un progetto culturale e turistico di più ampio respiro, soprattutto in un contesto in cui le grandi rassegne estive puntano sempre più su nomi capaci di garantire visibilità e flussi di visitatori da fuori territorio. Resta ora da capire se nelle prossime settimane il programma potrà essere integrato o modificato, oppure se l’impostazione attuale rappresenterà la linea definitiva scelta per l’edizione 2026 del festival.
Civitavecchia, polemiche sul Summer Festival 2026: “Cartellone troppo locale, mancano i grandi nomi”







