“Pensiamo al sorriso di Monica e Giorgia. La morte non può cancellarlo. I ricordi belli vissuti insieme non muoiono: continuano a vivere nel cuore di chi resta”. Così il vescovo di Genova Marco Tasca, nel corso della sua omelia celebrando i funerali oggi a Pegli nella chiesa di San Francesco di Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal, due dei cinque sub morti alle Maldive nel corso di un’immersione lo scorso 14 maggio. Oltre trecento persone hanno assiepato la piccola chiesa di Cristo Re in via Sant’Osvaldo a Padova, dove si sono celebrati questa mattina i funerali di Gianluca Benedetti, il capobarca di 44enne morto alle Maldive durante un’immersione nelle grotte subacquee. Il feretro è stato accompagnato nel suo ultimo viaggio dalla madre di Gianluca Benedetti, Paola. Sopra la bara in legno?chiaro un cuscino di rose bianche.
I familiari hanno fatto sapere ai cronisti presenti che non erano gradite foto o filmati all’interno della chiesa della parrocchia di Sant’Osvaldo, dove Gianluca Benedetti aveva fatto anche attività di animazione sportiva prima di trasferirsi più?di quindici anni fa alle Maldive. A quanto si è saputo, Benedetti aveva già previsto di essere a Padova proprio in questi giorni. Ex funzionario di una banca di credito cooperativo, nonostante l’attività di sub esperto e di guida per immersioni alle Maldive, circa ogni sei mesi prendeva un aereo per fare visita all’anziana madre, che vive sola in un appartamento non distante dalla parrocchia. ? “In questa parrocchia Gianluca si è aperto alla vita e l’ha riempita di esperienze e cose belle”, ha detto il parroco durante l’omelia.
“Potremmo raccontare molti episodi di questo bravo ragazzo che il Signore ha chiamato a sé. Rimane il mistero della nostra vita e del suo destino e l’amore che Gianluca ha saputo sempre manifestare benché la vita lo avesse portato fisicamente lontano alla amata mamma Paola. So che molti hanno trovato la maniera di stare vicino a mamma Paola e io ringrazio tutti di ciò”. “Chi lo avrebbe mai detto. Eccomiqui davanti a te trovando forza di salutarti senza averne laforza”. Lo ha detto Federico Colombo, fidanzato di Giorgia Sommacal, dal pulpito della chiesa dove si stanno svolgendo i funerali della ragazza e di sua madre Monica Montefalcone, morte entrambe in una grotta subacquea alle Maldive. “Non dovevamo salutarci così – ha detto Federico con la voce spezzata -. Ricordo l’ultima volta che ci siamo salutati. Una frase semplice, che la trasforma in ultimo saluto. E io sono qui ancora ad aspettarti. Ti sento nelle piccole cose che nessuno nota. Tu eri casa, una sensazione rara. Non avevo più paura del futuro con te. Ti vedevo arrivare con vestito bianco, bellissima, ti vedevo sorridere davanti a Dio. Ti vedevo camminare scalza a casa. Ti vedevo cercare la mia mano senza dire nulla. Per me, noi ci capivamo anche nel silenzio”. Fedrico ha ricordato “le giornate organizzate in base alle partite dell’Inter perché era l’unica cosa che poteva batterti. Ti prometto che la prossima volta che ci vedremo cambierò squadra per stare di più insieme”. “Sono accanto a Matteo… quanto darei per sentire la tua voce che lo rimproverava – ha detto -. Monica mi hai accolto, sopportato e amato sempre. Mi chiedeva se avevo mangiato, un’attenzione semplice che va dritta al cuore. Papà Carlo – si è rivolto così a Carlo Sommacal -, mi hai guardato e detto di prendermi cura di Giorgia e spero di averlo fatto in modo da renderti orgoglioso. Mi porterò dentro l’amore immenso che hai provato per Giorgia. Ti prometto che ci sarò sempre perché da oggi la tua famiglia sarà la mia. Giorgia amava la vita e le persone e sono sicuro che vi guarderà da lassù con quel sorriso che ci accoglieva tutti – ha concluso -. Sono rimasto dentro quel momento senza uscita. Ti dirò arrivederci e penserò che sei partita per quella lunga vacanza con la mamma. Per sempre ti amo piccola”. “La morte non ha l’ultima parola. Pensate al sorriso di Monica e Giorgia la morte non toglie quel sorriso. Il Signore è vicino a noi, aumenta la nostra fede e il nostro coraggio di credere che la morte non ha l’ultima parola”. Lo ha detto il vescovo di Genova mons. Tasca durante l’omelia al funerale di Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal. In prima fila, il marito di Monica e padre di Giorgia Carlo Sommacal e il figlio Matteo, circondato dagli amici, con i professori del Distav-UniGe, il rettore dell’Università di Genova Federico Delfino, il vicesindaco Terrile. “Confesso la mia inadeguatezzadavanti al mistero della morte”. Così il parroco di San Francesco di Pegli don Pierino Cattaneo durante le esequie di Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal in una chiesta gremita, alla presenza di Carlo Sommacal e del figlio Matteo, di autorità civili, studenti e colleghi della professoressa morta assieme a sua figlia in una grotta subacquea delle Maldive. “Su questa triste tragedia si è subito accesa una grande commozione – ha detto il prete – e immediata è stata la mobilitazione di cuori stretti attorno al marito Carlo, al figlio Matteo, ai genitori di Monica Dino e Rita. E’ un dolore che non può essere detto perché le parole non sono in grado di contenerlo ed esprimerlo”. “Sul braccio Monica – ha ricordato don Piero – aveva un tatuaggio dal salmo “se dovessi camminare in valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me”. In questa frase c’è fede incondizionata. Quel signore in cui credeva e si fidava è venuto a prenderla in quel mare in cui lei lo cercava e insieme a Giorgia le ha prese per mano e portate lassù. Nell’anima di tutti ha fatto irruzione una lancinante domanda: perché? Perché Dio che è amore ha permesso questo e non lo ha impedito? Anche io alla notizia ho chiesto al Signore, da uomo, ma perché? Non ho alcuna risposta se non la Parola: chi crede in me anche se muore non morirà in eterno. Ma quanta fede ci vuole… Oggi Monica e Giorgia appartengono all’amore di Dio perché – ha concluso – chi crede in me anche se muore vivrà”.
I giorni del commiato, gli ultimi addii ai cinque subacquei italiani morti alle Maldive







