Proseguono le indagini sull’episodio che nella notte tra venerdì e sabato ha provocato la fuga di 35 cavalli durante le prove generali della parata del 2 giugno a Roma. Gli accertamenti si concentrano sulla provenienza dei fuochi d’artificio utilizzati e sulle eventuali responsabilità di altre persone presenti al momento dei fatti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il panico sarebbe stato innescato dall’esplosione di alcune batterie di fuochi d’artificio accese nei pressi delle Terme di Caracalla, a circa 200 metri dallo schieramento dei reparti ippomontati impegnati nelle prove della sfilata. Gli animali, spaventati dal rumore, si sono imbizzarriti dando origine a una fuga che ha interessato la via Cristoforo Colombo fino all’Eur e, in alcuni casi, oltre. I carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno identificato l’agente della Polizia Locale di Roma Capitale ritenuto responsabile dell’accensione dei petardi. Si tratta di un istruttore di 51 anni del Gruppo Pronto Intervento Traffico, già ascoltato dagli investigatori e denunciato nell’informativa trasmessa alla Procura. L’uomo avrebbe ammesso di aver acceso i fuochi, spiegando che il gesto era legato a un momento conviviale organizzato al termine delle prove. «Volevamo festeggiare, mi dispiace, è tutta colpa mia», avrebbe riferito agli inquirenti, esprimendo il proprio rammarico per le conseguenze dell’accaduto. Le verifiche puntano ora a chiarire anche come siano stati reperiti i botti e se altre persone abbiano avuto un ruolo nell’organizzazione o nell’utilizzo del materiale pirotecnico. Dai primi accertamenti emerge infatti che al momento dell’esplosione erano presenti altri colleghi e non si escludono ulteriori approfondimenti su diverse posizioni. L’incidente ha provocato conseguenze sia per il personale coinvolto sia per gli animali. Diversi cavalieri sono stati disarcionati durante la fuga dei cavalli. Tra i feriti più gravi figurano una militare di 22 anni dell’8° Reggimento Lancieri di Montebello, che ha riportato la frattura di alcune costole con perforazione di un polmone, e una poliziotta di 28 anni del 4° Reggimento a Cavallo, ricoverata per un trauma toracico e altre contusioni. Il bilancio complessivo è salito a cinque feriti, mentre una quindicina di cavalli ha riportato lesioni e uno degli animali risulta ancora in condizioni particolarmente serie. Per ricostruire con precisione la dinamica, gli investigatori stanno analizzando numerosi filmati registrati dai presenti e dalle telecamere della zona, materiale che potrebbe contribuire a chiarire ogni fase dell’episodio e le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti. Intanto è arrivato il primo provvedimento dopo l’incidente. I quattro agenti della Polizia Locale di Roma Capitale coinvolti nell’accensione dei fuochi d’artificio che avrebbero innescato il panico tra gli animali sono stati esclusi dai servizi previsti per la Festa della Repubblica. La decisione è stata adottata dal comando della Polizia Locale come misura cautelativa, in attesa che vengano accertate le eventuali responsabilità dei singoli protagonisti della vicenda. Secondo quanto emerso, il provvedimento riguarda complessivamente quattro agenti presenti durante l’episodio avvenuto nella serata di venerdì, quando l’esplosione di una batteria di fuochi d’artificio nei pressi delle Terme di Caracalla ha provocato la fuga dei cavalli impiegati nelle prove della tradizionale parata militare. Tra i destinatari della misura figura anche il vigile di 51 anni che, secondo le ricostruzioni finora raccolte dagli investigatori, avrebbe materialmente acceso i fuochi. L’agente era già stato individuato e ascoltato dagli inquirenti nell’ambito delle indagini avviate dopo l’incidente. Fonti vicine alla vicenda precisano che il 51enne non avrebbe comunque preso parte alla sfilata del 2 giugno, poiché destinato a svolgere attività legate all’organizzazione e alla logistica dell’evento







