«Quelli allegati sono dati preoccupanti». Parte da questa considerazione la riflessione di Tullio Nunzi, rappresentante di “Meno poltrone più panchine” ed ex dirigente Ascom, che torna a porre l’attenzione sul rapporto mai del tutto consolidato tra il porto crocieristico e la città di Civitavecchia. Un rapporto che, secondo l’analisi dell’ex dirigente, continua a non produrre i benefici attesi per il tessuto commerciale locale, nonostante i flussi turistici garantiti dallo scalo. Al centro dell’intervento ci sono i numeri legati all’andamento del commercio cittadino, ritenuti poco incoraggianti e sintomo di una ricaduta economica ancora insufficiente sul territorio. Nunzi evidenzia come, a fronte della presenza costante di migliaia di crocieristi, manchi una vera e propria strategia di sviluppo turistico capace di trasformare il passaggio dei visitatori in opportunità strutturate per le attività locali. Nel suo ragionamento viene messa in discussione la capacità di programmazione e coordinamento tra porto e città, con particolare riferimento alla necessità di una visione condivisa che possa integrare accoglienza, servizi e offerta commerciale. Una riflessione che riapre così il dibattito su uno dei temi più discussi a Civitavecchia, dove il porto rappresenta da sempre una risorsa centrale ma anche una sfida complessa in termini di ricadute economiche e sociali sul territorio urbano.
Civitavecchia, il nodo porto-città: Nunzi (Meno poltrone più panchine) denuncia l’assenza di una strategia turistica







