mercoledì, Giugno 3, 2026

Libano, la guerra agli ospedali e ai bambini

Almeno quattro persone sono rimaste uccise negli ultimi attacchi israeliani nel sud del Libano, mentre il bilancio delle vittime dell’attacco di ieri all’ospedale Jabal Amel di Tiro è salito a quattro morti e 127 feriti tra cui 39 membri del personale ospedaliero. Tra i feriti, 4 versano in condizioni critiche e sono ricoverati in terapia intensiva. Distrutti ambulatori, sale operatorie, perfino le celle dove si conservano i cadaveri delle ultime vittime. Anche Medici Senza Frontiere (MSF) condanna l’attacco aereo sferrato dall’esercito israeliano all’ospedale Jabal Amel, supportato da MSF, a Sour/Tiro. Si sta ancora procedendo al recupero dei corpi sotto le macerie e il numero totale di morti e feriti potrebbe aumentare. L’attacco – riferisce una nota di MSF – ha causato gravi danni allo stesso ospedale Jabal Amel, compresi il reparto di degenza, di radiologia e l’unità di terapia intensiva. Una parete di una sala operatoria è stata gravemente danneggiata, lasciando un grande buco, e l’équipe medica ha dovuto trasferire d’urgenza metà dei pazienti rimasti in terapia intensiva in un altro reparto. Il giorno precedente, anche il vicino ospedale Hiram – un’altra struttura supportata da MSF – era stato colpito da un attacco aereo israeliano e, secondo il ministero della Salute libanese, 13 operatori sanitari erano rimasti feriti. Questi attacchi si inseriscono in un contesto di forte escalation della violenza negli ultimi giorni, con la periferia sud di Beirut nuovamente sottoposta lunedì a ordini di evacuazione da parte di Israele. “Questi ripetuti attacchi riflettono una grave incapacità di proteggere la missione medica e sottolineano l’urgente necessità di salvaguardare i civili, il personale medico, le strutture sanitarie e l’accesso continuo alle cure salvavita” dichiara Omar Ebeid, coordinatore di progetto di MSF nel Libano meridionale.

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