giovedì, Giugno 4, 2026

Caso Minetti, Pg Milano conferma parere positivo sulla grazia

La Procura generale di Milano ha confermato il parere favorevole alla grazia concessa a Nicole Minetti, l’ex consigliera regionale lombarda condannata in via definitiva per il caso Ruby e per il processo sui rimborsi in Regione Lombardia. La decisione arriva al termine degli approfondimenti disposti dopo alcune notizie di stampa che avevano sollevato dubbi sui presupposti alla base dell’atto di clemenza firmato dal Presidente della Repubblica. Preso atto della relazione della procura, il ministero della Giustizia ha trasmesso gli atti, come richiesto, alla presidenza della Repubblica, come riferisce lo stesso dicastero di via Arenula in una nota. Nella nota firmata dalla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, si sottolinea che dagli accertamenti svolti “risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito”, sulla base del quale è stata concessa la grazia. Le verifiche hanno riguardato in particolare l’adozione del minore da parte di Nicole Minetti e Giuseppe Ciprian e le presunte vicende giudiziarie riportate da alcuni organi di stampa. La Procura generale evidenzia che non sono emerse irregolarità nel procedimento di adozione, riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia, né risultano contenziosi legali legati all’affidamento del bambino. “Contrariamente a quanto riportato sul Fatto Quotidiano risulta che il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo, ma si tratta del legale di quest’ultimo, favorevole alla adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore” è uno dei passaggi del comunicato. Il procuratore della Repubblica in Uruguay ha riferito, in relazione al decesso del legale del minore, “che non vi sono ipotesi di reato”, inoltre “non emergono irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia”. Gli approfondimenti confermano anche “il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital che richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e terapie”, confermati anche i consulti presso strutture ospedaliere “di Cleveland e New York, oltre che in Italia”. Inoltre, “non vi sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani”. “Ritengo che la vicenda si chiuda perché il parere della procura generale a seguito di indagini molto minuziose e’ nettissimo. Si tratta di notizie fasulle, puramente inventate”. Lo afferma il ministro della giustizia Carlo Nordio in un’intervista al Tg1 in onda questa sera alle 20. “Mi e’ dispiaciuto che sia stato attaccato anche il Quirinale, questo sì. E mi è dispiaciuto poi che siano state impiegate tante energie anche da parte della magistratura per una vicenda che sin dall’inizio si presentava infondata”, sottolinea. Sulla mancata rogatoria il ministro ha precisato che “non vi è possibilità di una rogatoria tra Uruguay e Italia al di fuori del casi specifici dove sia coinvolto un indagato. La stessa procura di Milano però a seguito di una serie di indagini ha dato atto di una assoluta inaffidabilità delle dichiarazioni rese a suo tempo da questa persona”. “Nicole Minetti è sollevata dalla decisione della Procura generale di Milano di confermare, dopo gli ulteriori accertamenti richiesti, il parere positivo per il provvedimento di grazia che le è stato concesso lo scorso febbraio dal Presidente della Repubblica”. Lo afferma all’Adnkronos l’avvocato Emanuele Fisicaro che, insieme ai colleghi Antonella Calcaterra e Paolo Siniscalchi, hanno rappresentato l’ex consigliera regionale al centro di un battaglia mediatica. “La valutazione non stupisce Nicole Minetti perché consapevole da sempre che contro di lei sono state mosse illazioni e inesattezze: non ha mai avuto dubbi sull’esito delle verifiche condotte perché Il Fatto Quotidiano ha scritto cose non vere” aggiunge il legale.

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