Dopo la notifica della sentenza con cui il Tribunale di Velletri ha riconosciuto la responsabilità del Comune in una causa per risarcimento danni derivante da un incidente stradale, all’interno dell’amministrazione comunale di Ardea era stata avviata una fase di approfondimento finalizzata a valutare la possibilità di impugnare il provvedimento davanti alla Corte d’Appello di Roma. Nei primi giorni di maggio il Servizio Affari Generali e Legali aveva infatti trasmesso la documentazione ai responsabili dei settori interessati, chiedendo una valutazione tecnica e amministrativa sulla convenienza di proseguire il contenzioso. Dall’istruttoria interna erano emersi pareri favorevoli all’impugnazione da parte degli uffici economico-finanziari e dei servizi informatici, che avevano ritenuto opportuno tentare la strada del secondo grado di giudizio per verificare la possibilità di ottenere una revisione della decisione assunta dal Tribunale. Sulla base di tali indicazioni, il 14 maggio la Giunta comunale aveva approvato una specifica delibera con cui veniva formalmente autorizzata la proposizione dell’appello contro la sentenza. L’obiettivo dell’amministrazione era quello di cercare una rivalutazione delle conclusioni raggiunte dal giudice di primo grado e, soprattutto, contenere le conseguenze economiche derivanti dalla condanna, che prevedeva il pagamento del risarcimento riconosciuto al ricorrente, delle spese mediche, degli oneri legali della controparte e delle spese relative alla consulenza tecnica d’ufficio. Una strategia difensiva che sembrava indirizzare il Comune verso la prosecuzione della battaglia giudiziaria ma che, successivamente, sarebbe stata rivalutata alla luce di ulteriori approfondimenti tecnici e legali che hanno portato l’amministrazione a modificare il proprio orientamento iniziale.







