Ballavano inconsapevoli all’interno di un’antica cava di tufo risalente all’epoca romana, sospesi tra il fascino della storia e il brivido di un evento promosso in grande stile sulle piattaforme social. L’illusione di una notte esclusiva lungo i “laghetti di Tor Cervara” si è interrotta bruscamente quando gli agenti della Divisione Amministrativa della Questura di Roma hanno fatto irruzione nel sito, scoprendo una vera e propria discoteca abusiva ad altissimo rischio per l’incolumità pubblica. L’operazione ha portato al sequestro preventivo dell’intera area, un provvedimento drastico successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria. Al momento del blitz, i poliziotti si sono trovati di fronte a circa 700 avventori, ma i successivi accertamenti sui canali di biglietteria elettronica hanno rivelato dimensioni ben più ampie: erano ben 765 i ticket già venduti in prevendita online, a cui si stavano sommando gli ingressi dell’ultimo minuto acquistati direttamente sul posto. La serata faceva parte di una tripletta di appuntamenti programmati e strutturati secondo la nuova frontiera dell’intrattenimento notturno romano: il format delle “serate itineranti”. Il meccanismo, da tempo sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti, è tanto redditizio quanto elusivo. Organizzatori e promoter esterni, pur non essendo titolari di alcuna licenza o locale, ottengono dai proprietari dei terreni una concessione d’uso temporaneo per location insolite o “insospettabili”. Successivamente, curano in proprio ogni dettaglio: dalle aggressive campagne pubblicitarie su Instagram e TikTok, alla commercializzazione dei biglietti tramite circuiti digitali, fino alla gestione materiale dell’evento. Un business “nomade” che si sposta di settimana in settimana, aggirando i vincoli a cui sono sottoposti i locali tradizionali. Le indagini tecniche e amministrative hanno svelato che l’area non avrebbe mai potuto ospitare un simile afflusso. La Commissione Comunale di Vigilanza, a seguito di un recente sopralluogo, aveva infatti già espresso parere categoricamente negativo per l’attività di pubblico spettacolo. Oltre alle non conformità macroscopiche dell’impianto elettrico, pesava come un macigno la totale assenza di una relazione tecnica aggiornata al 2026 che attestasse la stabilità strutturale del fronte tufaceo, esponendo i giovani al rischio di crolli o cedimenti della roccia. Davanti agli agenti, gli organizzatori hanno tentato di esibire una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) come presunto scudo autorizzatorio. Tuttavia, il trucco burocratico è stato immediatamente smontato dagli specialisti della Questura: il regime semplificato della SCIA non è in alcun modo applicabile a discoteche o trattenimenti danzanti ad alta affluenza, sia stabili che temporanei, per i quali rimangono obbligatorie verifiche rigidissime e specifiche licenze di pubblico spettacolo. A completare lo scenario di estremo pericolo sono state le verifiche sul campo. La scala adibita a uscita di sicurezza era completamente buia e priva di personale di presidio, incanalando il flusso in caso di evacuazione verso un’area immersa nelle tenebre. Le stesse zone di accesso e i tavoli per il pubblico erano stati collocati in settori scarsamente illuminati. Infine, i poliziotti hanno accertato il mancato funzionamento di diverse luci di emergenza e la presenza di estintori con la revisione scaduta; elementi che, in caso di panico o incendio, avrebbero potuto trasformare l’antica cava in una trappola mortale. L’intervento si inserisce in una più vasta campagna di monitoraggio avviata dalla Questura di Roma per contrastare l’abusivismo selvaggio nel settore della movida. Il fenomeno delle feste itineranti in cornici storiche o naturalistiche non autorizzate rappresenta non solo una concorrenza sleale verso gli operatori regolari, ma una minaccia diretta alla sicurezza dei frequentatori, attirati dal miraggio dei social ma privati delle tutele più elementari. La polizia ha riscontrato l’assenza di una perizia geologica aggiornata al 2026 sulla stabilità delle pareti di tufo. Totalmente fuori norma e privo di certificazioni di sicurezza inoltre, l’impianto elettrico. La scala d’emergenza non era illuminata, gli estintori non revisionati e luci di emergenza principali fuori uso.







