È al centro di un’inchiesta della Procura di Roma il sistema delle presenze all’Istituto Regina Elena (IFO), dove sono in corso accertamenti della Guardia di Finanza su possibili irregolarità nella gestione di ingressi, turni e attività del personale sanitario. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Fabrizio Tucci e dall’aggiunto Giuseppe De Falco, riguarda in particolare il corretto utilizzo dei badge di timbratura e la corrispondenza tra le presenze registrate e l’effettiva attività svolta dai dipendenti. Secondo quanto emerso, al centro dell’attenzione degli investigatori ci sarebbe un sistema di presenze che presenterebbe anomalie tra registrazioni formali e presenza reale in servizio. Parallelamente, la Corte dei Conti del Lazio ha già contestato a 89 dipendenti un presunto danno erariale superiore a mezzo milione di euro. Nel fascicolo aperto dalla Procura risultano ipotesi di reato di truffa e falso, mentre gli accertamenti puntano a ricostruire eventuali violazioni legate al rispetto del monte ore minimo previsto e alla compatibilità tra attività pubblica e incarichi svolti in strutture private. Tra le posizioni esaminate figura anche quella del primario della divisione di chirurgia plastica e ricostruttiva e figura nota anche nel settore privato. Gli inquirenti stanno valutando eventuali collegamenti tra attività svolte all’interno della struttura pubblica e prestazioni in ambito extra-ospedaliero. Un ulteriore filone dell’indagine riguarda inoltre presunti trasferimenti di pazienti dal sistema pubblico a quello privato, su cui la magistratura intende fare chiarezza per verificare eventuali irregolarità nella gestione dei percorsi di cura. Le verifiche proseguono per accertare la reale entità delle anomalie segnalate e l’eventuale configurazione di responsabilità penali e amministrative.







