sabato, Giugno 13, 2026

Guerra Ucraina, l’allarme dell’Onu: “A maggio il più alto numero di vittime civili”

La missione Onu sui diritti umani ha dichiarato che la violenza legata al conflitto in Ucraina a maggio ha causato almeno 274 civili uccisi e 1.763 feriti. “Si tratta del numero piu’ alto registrato in qualsiasi mese degli ultimi quattro anni”, ha aggiunto il portavoce, Stephane Dujarric. “La missione ha affermato che l’uso di armi potenti in aree urbane da parte della Federazione Russa è stata la principale causa dell’alto numero di vittime”, ha aggiunto. Attacco di droni ucraini a Temryuk, un morto. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha firmato una legge che revoca al russo lo status di lingua protetta in Ucraina, dove resta la lingua principale di una parte della popolazione nonostante il calo del suo utilizzo dall’inizio dell’invasione russa. Lo ha annunciato il presidente del Parlamento ucraino, Ruslan Stefanchuk, spiegando che si tratta di “una decisione importante per proteggere lo spazio linguistico ucraino e adempiere ai nostri obblighi europei”. Secondo Stefanchuk, “la lingua di uno Stato aggressore non puo’ beneficiare di strumenti di protezione concepiti per sostenere le lingue dei popoli autoctoni e delle comunita’ nazionali”, definendo la misura una questione di “giustizia e sicurezza linguistica dell’Ucraina”. La legge esclude il russo dalle tutele previste dalla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, ratificata da Kiev. La misura non vieta l’uso della lingua russa, ma elimina l’obbligo per lo Stato di fornire servizi pubblici in russo e consente di limitarne l’insegnamento. Secondo dati ufficiali precedenti alla guerra, quasi un terzo della popolazione ucraina aveva il russo come lingua principale, soprattutto nelle regioni orientali e meridionali del Paese. Il suo utilizzo è diminuito dopo l’invasione del 2022, mentre il dibattito sullo status della lingua russa era gia’ stato uno degli argomenti utilizzati dai separatisti filorussi sostenuti da Mosca all’inizio del conflitto nel Donbass nel 2014. Un attacco di droni ucraini contro infrastrutture portuali nella Russia meridionale ha causato un grave incendio che ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre tre. L’incendio e’ divampato quando “detriti di droni” sono caduti su un terminal marittimo a Temryuk, sul Mar d’Azov, vicino allo Stretto di Kerch, che separa la Russia dalla Crimea annessa. Lo ha dichiarato su Telegram Veniamin Kondratiev, governatore della regione russa di Krasnodar.

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